A memoria

"Una nave in un porto é al sicuro,
ma non é per questo che é fatta una nave."

 

John A.Shedd

Un appuntamento

 
7 ottobre 2010 
 
CNCA Lombardia
Caritas Ambrosiana
 
 
"CHI NON RISCHIA
NON EDUCA"
Convegno

 
 
Sala conferenze BPM
Via Massaua 6
Milano
 
 
 

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Profilo

Sono nato a Merate, nella Brianza lecchese, il 28 ottobre 1965, nella stagione della grande Inter di Herrera; mi hanno preceduto i miei due fratelloni…entrambi milanisti.
Ancora in ospedale sono stato battezzato d’urgenza, perché disperavano che scampassi.
Ma sono, naturalmente, ancora qui.
Per scrivere questo profilo ho ripensato alle cose che davvero contano nella mia vita.
Ho rintracciato allora quattro fili rossi che, intrecciati nei modi più diversi, mi hanno condotto fin qua.

Il primo filo è quello che viene da più lontano, attraverso i miei genitori: quello delle mie radici.
Sono cresciuto, come quasi tutti allora, attraverso le esperienze del gruppo parrocchiale dei pari. Ma l’impegno volontario da adolescente si è intrecciato con l’inizio della lunga stagione di Carlo Maria Martini alla guida della Diocesi ambrosiana e questo ha segnato  il mio percorso di crescita umana. 
Poi c’è stato l’incontro con la comunità dei gesuiti di Villapizzone, un quartiere periferico di Milano; organizzano ogni anno delle settimane di studio in una casa vacanze a Selva di Val Gardena. Avevo appena superato la maturità (nel senso di diploma superiore) e a Selva ho conosciuto Laura, che oggi è mia moglie, e un certo modo, che definirei liberante, di interpretare le comuni radici.
E la mia vita non è stata proprio la stessa.
Oggi ho due figli, Samuele ed Eleonora, che mi chiedono spesso cosa volevo fare da grande. La risposta è facile: prima l’archeologo, poi, diciamo dai 15 in su, il giornalista.

E’ il secondo filo rosso: lo scrivere e il comunicare. Grazie alla prima esperienza di collaborazione con un periodico brianzolo, dall’88 sono giornalista pubblicista.
Dopo la laurea in Scienze politiche ho collaborato con il mensile delle Acli “Azione sociale” e dal 1993 con “Rocca”, quindicinale della Cittadella d’Assisi.  Sulle pagine di “Rocca” curo una rubrica, “Terre di vetro”, che è il parente più prossimo di “Gente di lato”, blog nato nel settembre 2008 in collaborazione con l'agenzia giornalistica "Redattore sociale".

Il terzo filo si chiama passione per l’impegno sociale e per il lavoro in gruppo. Ho cominciato con le Acli, dove ho svolto il mio servizio civile. Dei Giovani delle Acli sono stato coordinatore provinciale milanese e poi, negli anni 1991-1993, segretario nazionale. Da allora ho cominciato ad occuparmi sempre di più di politiche giovanili, inclusione sociale e terzo settore.
Dal ’94 lavoro a Comunità nuova, l’associazione milanese fondata da Gino Rigoldi, che opera nel settore dei servizi ai giovani e minori in difficoltà, della prevenzione e cura delle dipendenze, dell’inclusione sociale. Attualmente sono vicepresidente dell’associazione.
Dall'inizio di giugno 2010 sono presidente di Cooperho, il Consorzio delle cooperative sociali dell'altomilanese.

Infine la politica, intesa come strumento d’impegno nella città degli uomini. Ho svolto il mio impegno pubblico nel Comune di Rho (MI), prima come consigliere comunale e poi, dal 2001 al 2007, come Assessore ai Servizi sociali e presidente del Tavolo rhodense per le Politiche sociali.
Nel 2007 sono stato presidente di Sercop, il Consorzio per i servizi alla persona dei nove Comuni del rhodense.
Ho avuto la fortuna e il dono di poter fare queste esperienze senza tessere di partito in tasca.

Questo, in pillole, sono io.
Per completare il quadro bisognerebbe raccontare di alcune passioni: la storia contemporanea, il Palio di Siena, il risotto e la panna cotta… e più o meno ci sarebbe tutto.

Naturalmente tutto questo non sarebbe accaduto senza gli incontri con tante persone, in carne e ossa (o, talvolta, attraverso i libri) che mi hanno fatto crescere, mi sono stati amici e compagni di strada.

A tutte queste persone va, ogni giorno, il mio pensiero riconoscente.

Oliviero Motta