Il sogno nel cassetto

scritto da Oliviero Motta il 29/09/2013 in Comunità, Fragilità, Dipendenze | 1 commento

xTiro il cassetto e lui è lì dentro, che mi guarda. E’ una foto naturalmente, incorniciata da un bel legno scuro e un filo d’oro a dare risalto all’immagine. L’effetto sorpresa è stato tosto; cercavo infatti la chiave dell’armadio delle sigarette, ma ho sbagliato cassetto; ed è saltato fuori Sergio, immortalato accanto a Tommaso. Un’uscita a tradimento, che ha messo in moto tutta una serie di immagini: una pellicola bella e dolorosa. Non solo per me, visto che la fotografia non è più appesa al muro, ma è finita nel buio del comò della stanza operatori.

Il ritratto di Sergio e Tommaso è opera della nostra amica volontaria Manuela; una bella fotografia, che a me fa venire in mente il ritratto di coppia (più il gatto) pubblicato sul retro di “Radici”. A sinistra ci sono loro due in piena luce, a destra s’intravvede, nella penombra di una porta-finestra, ...

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Segnali stradali

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2013 in Esclusione sociale, marginalità | lascia un commento

Le lettere arancioni del pannello luminoso mi hanno messo in guardia. Raramente ti danno il via libera: nel deserto agostano, o in orari notturni e antelucani. Ma le vacanze sono già un ricordo e infatti, anche l’altro ieri mattina, mi sono apprestato al curvone sapendo che ci sarebbero state “code a tratti” da lì a Milano; una doppia curva a forma di esse che è diventata ormai il tratto di strada delle domande: quanto traffico troverò veramente? Quanto ci metterò ad arrivare? Il pendolare conosce bene le cento sfumature che possono assumere  - nella realtà – le parole “code a tratti”: ha passato più di qualche giorno della sua vita a interrogarsi sulla differenza tra questa espressione e l’altra, altrettante usuale, di “rallentamenti”. E quante volte, dopo l’una o l’altra delle scritte luminose, ha incontrato – a caso – la paralisi più totale o solo qualche intermittente frenata del lento gruppone ...

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Custode notturno

scritto da Oliviero Motta il 29/08/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Dipendenze | lascia un commento

Milanonotte

Siamo in Brianza, ma dalla grande finestra si vedono i lampi rossi e bianchi dei grattacieli di Garibaldi Repubblica: ammoniscono gli aerei a non abbassarsi troppo presto, rivendicando al contempo  il record cittadino di altezza dal suolo. Proprio lì sotto, si agita una porzione importante della movida milanese: locali, divertimento, alcol. E droghe. Mi viene un po’ da sorridere.

Sono il custode della comunità, per stanotte.

Mi aggiro nei corridoi con il mazzo di chiavi del mondo, come un secondino; busso piano alle porte per porgere la buona notte, come fa un buon padre di famiglia; ascolto i richiami lievi e misteriosi che solo i muri antichi riservano. Sto all’erta, la pallida copia di una sentinella.

I “ragazzi” dormono, la villa è assopita, il parco tranquillo nella penombra dei lampioni. Sulla residua ghiaia del viale puoi immaginare carrozze ...

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Ma vedi la vita, com'è?

scritto da Olivero Motta il 15/07/2013 in nessun tag | lascia un commento

cuochiA metà strada tra l’affermazione e la domanda, Mirko mi porge quelle poche parole col sorriso stupito dei suoi ventidue anni: “Ma la vedi la vita, com’è?”. Seduti a tavola fianco a fianco, mi confida felice che oggi è il suo “compleanno”: dodici mesi da quando è entrato qui in comunità. E’ poco più di un bisbiglio nel chiacchiericcio che attraversa il ferro di cavallo dei tavoli: “Un anno fa ero in giro a fare cazzate, se dormivo lo facevo in un bar dopo essermi ammazzato di videogiochi sul megaschermo, campavo di spaccio; e l’altro ieri ero in compagnia di uno dei più grandi pasticceri italiani a beccarmi gli applausi per il dolce che abbiamo fatto assieme. Ma ti rendi conto?”.

 Già, strana davvero la vita. Come è strana la storia di Mirko, arrivato qui come da Marte, apparentemente senza aver percorso le tappe consuete nella crescita di ...

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"Non ce la faremo mai"

scritto da Olivero Motta il 25/06/2013 in Politica, Welfare, Servizi sociali, Lavoro sociale | 1 commento

L’atrio è affollato all’inverosimile da donne e uomini che si accalcano alla reception per registrarsi; c’è una festa in Comune e, a giudicare dalla ressa, pare un appuntamento da non perdere. E’ proprio da lì che devo passare per uscire e quindi mi è necessario qualche secondo in più, prima di arrivare nel pieno sole pomeridiano. Abbiamo appena terminato il nostro incontro con l’assessore alle politiche sociali e ci lasciamo il municipio alle spalle, con qualche riflessione su cui meditare. Siamo andati, come capita sempre più frequentemente, non a chiedere finanziamenti ma a proporre opportunità di collaborazione e lavoro sociale.


In questo caso si tratta di costruire una partnership per un intervento a favore di stranieri rifugiati o richiedenti asilo. La formula è quella che ormai sta diventando, nel suo genere, classica: il terzo settore rintraccia sul suo radar il bando ...
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E quest'uomo chi è?

scritto da Olivero Motta il 16/06/2013 in Comunità, Fragilità, Dipendenze | lascia un commento

Mi è già capitato un bel po’ di volte nelle ultime settimane, ma per una frazione di secondo il mio cervello si chiede – ogni volta – chi diavolo sia quell’uomo.  Mi sorprende la mattina presto, alla finestra dall’altra parte del cortile; compulsa il suo cellulare, sigaretta in mano, completo d’ordinanza e cravatta blu. In comunità non siamo abituati a questo look così formale e quindi le sinapsi reagiscono d’istinto: “ma questo qui, chi diavolo è?”. Dura un battito di ciglia, poi, pur nei vapori del sonno appena svanito, lo riconosco: “Ah, già. E’ Samuele”. 

Più o meno la stessa scena si ripete alla sera dopo le otto, quando Samuele riporta il suo ciuffo e la sua faccia stanca in comunità, dopo un giorno passato a fissare appuntamenti e a rincorrere clienti. Anche in questi casi il vestito scuro e la cravatta mi traggono ...
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Al tempo dei BES

scritto da Olivero Motta il 31/05/2013 in Fragilità, Minori, Educare | 2 commenti

Gli ingredienti di oggi sono: il salone di una bella villa patrizia messa a disposizione dal Comune, un gruppo di quindici insegnanti di scuola media, un cane  e i BES. Ma cosa sono i Bes? Per capirlo dobbiamo innanzitutto considerare la passione insana delle istituzioni per le sigle. Gli acronimi, infatti, fanno gruppo e selezionano allo stesso tempo: chi è dentro comprende a volo, chi è fuori dal giro rischia di non capirci un’acca. Il linguaggio si trasforma in sleng professionale, a tal punto che il neofita deve impiegare tempo ed energie per cercare di farsi largo in un ginepraio di lettere puntate, nomignoli e siglette. Il linguaggio degli addetti ai lavori del welfare è pieno di queste sigle: CDD, PEI, NOA, SERT, CPS, UONPIA e così via; anche la scuola non scherza tra POF, ATA, CTRH e DOS. Quando questi due mondi si compenetrano, il rischio è l’apoteosi delle abbreviazioni ...
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Tra servizi e tutela

scritto da Olivero Motta il 18/05/2013 in Welfare, Lavoro sociale, Fragilità, Disabilità, Cittadinanza attiva | lascia un commento


Non ho mai sentito il nome del paese: Maiolati Spontini. Immaginarsi la frazione di Moie. Ma non conoscevo, fino a qualche giorno fa, nemmeno il nome dell’associazione; uno come tanti, semplice, al limite dell’anonimato: Gruppo Solidarietà. Anche la storia dell’ente è la fotocopia di tante altre vicende d’impegno volontario nei confronti delle persone portatrici di disabilità. Il Gruppo, infatti, prende avvio nell'estate del 1979, quando una manciata di giovani Unitalsi della Vallesina, in provincia di Ancona, organizza una vacanza per alcuni disabili ricoverati in un grande  Istituto della Regione. L'incontro con situazioni di sofferenza e di emarginazione apre gli occhi su un mondo fino allora sconosciuto e porta il Gruppo (in embrione) ad intensificare i rapporti con le persone cui aveva offerto ospitalità in estate. Inizia un periodo coinvolgente ed intenso, che si concretizza con l'organizzazione di sempre più frequenti momenti di incontro: il tempo libero, i sabati, l’animazione, ...
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6 agosto

scritto da Olivero Motta il 01/05/2013 in Comunità, Dipendenze | 1 commento


In comunità il 6 agosto si ripete più o meno una decina di volte l’anno. Ieri sera, ad esempio, era il 6 agosto: festa della Trasfigurazione. No, davvero: ogni volta che partecipiamo alla cena di saluto a un ospite che ha terminato il percorso riabilitativo, è come se celebrassimo il cambiamento, la mutazione, la rigenerazione. Veloce ripasso per i non iniziati: il Vangelo racconta che Gesù prende tre amici stretti e sale su un monte alto; lì all’improvviso i discepoli lo vedono completamente trasformato, vestito come di luce, che conversa tranquillamente con Mosè e Elia. Pietro, Giovanni e Giacomo vengono così sconvolti dalla scena, che pregano il loro Signore di rimanere in cima, perché “è bello per noi essere qui”. Riescono persino a dimenticarsi di se stessi: “facciamo tre tende, una per te, una per Elia e una per Mosè”!

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Di nicchie e biciclette

scritto da Olivero Motta il 19/04/2013 in Lavoro sociale, Cittadinanza attiva, Valori | 1 commento


Quando guido tengo quasi sempre la radio accesa. Molto spesso sono cd a ripetizione, in altre vago tra le onde alla ricerca di  qualche riflessione per la giornata che si sta aprendo o per chiuderla con un po’ di buonumore.  Talvolta mi fermo su Radio Maria per ottenere i due risultati in un colpo solo. Comunque, questa mattina a Popolare network si parla di biciclette a Milano; non è un argomento che mi faccia impazzire, anche se capisco e apprezzo tutto quello che promuove e sviluppa una mobilità diversa da quella che vedo qui davanti, con la coda a singhiozzo sulla Milano-Meda. Ma per un motivo che non riesco ad afferrare, mi soffermo ad ascoltare le proposte del giovane “esperto” che il conduttore sta intervistando.

E’ una chiacchierata molto friendly attorno a un progetto di riattivazione del Vigorelli, il vecchio ...
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