Costruire

scritto da Oliviero Motta il 12/03/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Costruire ImmagineClicco su Youtube e digito. Costruire.

Anche questa mattina, mentre penso agli ospiti della comunità, e alla loro giornata lassù, metto come sottofondo la canzone di Niccolò Fabi.

Non  mi viene in mente migliore colonna sonora, perchè ci sono le parole giuste, tutti gli ingredienti della vicenda di un tossicodipendente, o un alcoldipendente, che decide di darci un taglio e sceglie di tentare la svolta. (Relativamente) facile decidere, facilissimo immaginare il traguardo, tremendamente difficile tutto quello che sta nel mezzo.

L’eccitazione da prima volta, la desiderata perfezione del nuovo sè – ma anche la perfetta beatitudine di certe serate sotto l’effetto delle sostanze - l’ultimo bicchiere, l’attesa e il compimento, il giorno dopo giorno.

Rimani qui, perchè ti stringo le mani.

Parole chiave per chi fa quel percorso; forse parole chiave per tutti quelli che intendono ...

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Dare a Cesare

scritto da Oliviero Motta il 16/02/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale, volontariato | lascia un commento

Sedere in una cabina di regia ha sempre il suo perché; l’espressione è seconda solo alla famigerata “stanza dei bottoni”, ma in questo caso l’immagine dei pulsanti da pigiare è sostituita dalla visione di una fila di schermi dai quali si dovrebbe acquisire un sacco d’informazioni diverse, per tenere sotto controllo, coordinare, tracciare strategie. Naturalmente in questa cabina di regia de noantri non c’è niente di tecnologico: si tratta solo di un gruppo di persone che fa riferimento al multiforme mondo che va sotto il nome di Caritas: volontari, educatori, operatori sociali, coordinatori. Tutti in cerchio, oggi, per cercare di capire come si può lavorare meglio insieme e come innovare la mensa “Aggiungi un posto a tavola” e il rifugio notturno per senza fissa dimora aperto per la stagione invernale. I servizi per la povera gente e per coloro che stanno ai margini della città sono partiti ormai quindici anni fa, ...

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The constant gardener

scritto da Oliviero Motta il 29/01/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Images (1)La festa di lunedì sera sarà doppia, perché anche Giacomo è arrivato al termine del suo percorso in comunità. Insieme a Giorgia, darà terra e radici al suo albero nel “Campo dei miracoli”, dove fanno bella mostra di sé gli arbusti di tutti gli ospiti che hanno completato il proprio itinerario terapeutico; piante da frutto originali, scelte dagli educatori in base a una caratteristica della persona in questione:  il melograno, il pero nano, il caco ragno e così via. Mi chiedo quale sarà la caratteristica che determinerà la scelta della pianta di Giacomo, quella che prenderà il suo posto in comunità, a donare ciclicamente e simbolicamente i suoi frutti ai futuri ospiti.

Se potessi scegliere, indicherei la costanza, la tenacia. Perché Giacomo, in fondo, è the constant gardener di Villa Paradiso. Il giardiniere tenace del romanzo di le Carrè, che non molla, non appare, non spicca per qualche ...

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Abbracci

scritto da Oliviero Motta il 22/01/2014 in Comunità, Dipendenze | lascia un commento

FotogiusiHo ancora il vizio di sottrarre questi piccoli segni e di conservarli. Sono reliquie raccolte qua e là e che hanno un senso solo per me: foglietti, ritagli, paccottiglia varia. Alcuni risalgono a quando ho iniziato il mio ventennale impegno nel terzo settore; possono passare anche degli anni, ma prima o poi vado a riguardarmeli, come un vecchio che rivanga il passato e si perde pateticamente in ciò che è stato. Ogni volta mi dico che dovrei fare pulizia, riconquistare quello spazio sottratto all’utile quotidiano, ma il sugo che ne ricavo è così saporito che puntualmente richiudo i faldoni e arrivederci alla prossima occasionale botta di nostalgia.

Sono dettagli, come quello che sono andato a riprendere oggi, per prepararmi alla festa di Giorgia, che tra dodici giorni esatti conclude il suo percorso in comunità. Si tratta di un foglio A4 che ho lasciato nell’agenda 2013, archiviata maniacalmente con ...

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Customer oriented

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale | lascia un commento

Torno SubitoL’avevo visto prima della pausa pasquale, l’anno scorso, e mi aveva colpito per la sua secchezza. Poi mi si è parato davanti all’inizio d’agosto e ci avevo fatto su qualche riflessione: ma perché deve essere così scarno? così freddo, senza un saluto?

Anche questa volta, all’inizio delle recenti feste natalizie, non ho potuto fare a meno di fermarmi proprio lì davanti e interrogarmi su cosa circoli nella testa di chi lo scrive e lo attacca alla porta. E’ il cartello tramite il quale un’associazione che si occupa di distribuire beni alimentari e vestiti ai poveri comunica la sua chiusura temporanea: per Pasqua, per le ferie d’agosto, appunto, o per Natale.

“Riapriremo il 7 gennaio”.

Ma porca miseria, ammettiamo pure che augurare buone vacanze a chi con tutta probabilità non vede il mare o le montagne da qualche anno, possa risultare di pessimo ...

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Peggio della galera

scritto da Oliviero Motta il 22/12/2013 in Comunità, Dipendenze, Carcere | lascia un commento

GaleraIl dopocena è disteso e tranquillo. Si chiacchiera sciolti, mentre le ragazze sono già di là, catturate dal pallone di pallavolo, e le nostre mogli qui accanto. Non so come, siamo finiti per parlare di comunità. Francesco è curioso e mi fa parecchie domande sulle abitudini e sulle procedure che caratterizzano la vita in una struttura terapeutica per persone con problemi di dipendenza. Un invito a nozze. Gli racconto di come si entra, del distacco dall’ambiente di vita e dai familiari, gli illustro la giornata tipo e le attività; il gruppo degli ospiti e le tante regole a cui si sottopone la vita in comune, il ritmo quotidiano battuto dalle azioni rituali e dai passaggi codificati del percorso di cambiamento.

Mentre parlo avverto la sua voglia di conoscere e di sapere, ma al contempo la sua resistenza; qua e là fa capolino anche la sua repulsione, sento il ...

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Nella macchina del tempo

scritto da Oliviero Motta il 12/12/2013 in Lavoro sociale, Fragilità, Salute mentale | lascia un commento

Hai presente quando si accende la macchina del tempo? Penso sia capitato anche a te di ritrovarti all’improvviso in una situazione già vissuta e di avere la netta impressione di essere stato trasportato indietro di qualche anno. Non è deja vù, è piuttosto il repentino riaprirsi di una stagione già sperimentata, con una scala di colori particolare e sensazioni circoscritte e ricollegabili a quel periodo lì e non a un altro. Ecco: questa è una di quelle volte. La signora parla e io mi sento letteralmente catapultato nel mio ruolo di amministratore locale, dismesso ormai più di sei anni fa; avverto la stessa sensazione di essere colto alla sprovvista, la medesima urgenza di trovare la postura giusta, dibattendomi tra tensioni diverse, qualche volta opposte: ruolo, ascolto, risposta, fuga, responsabilità, colpa. L’imboscata questa volta non avviene per strada o in Comune, accade invece qui, nel giardino dei cedri – quasi casa - ...

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Possiamo rimanere a Casa Itaca?

scritto da Oliviero Motta il 30/11/2013 in Minori, Multiculturalità, Comunicazione sociale, migranti, accoglienza | lascia un commento

Ci sono momenti in cui, all’improvviso, comprendi la fortuna e ringrazi il cielo. Un lampo di lucidità, appena chiuso il cancelletto alle tue spalle, per comprendere quanto sei fortunato per il fatto che i sogni coltivati da giovane non si siano avverati. Per lo meno non del tutto. Volevo fare il giornalista, e naturalmente, desideravo una redazione come si deve, un pubblico come dio comanda. Ma oggi, anche alla luce dei racconti di chi è dentro le stanze dei bottoni della comunicazione, capisco che una cosa così non l’avrei potuta fare. Sedersi per un paio d’orette con una equipe educativa e cercare di capire cos’hanno imparato e vissuto negli ultimi due mesi in compagnia di un gruppo di adolescenti stranieri; a chi importa, giornalisticamente parlando? Non c’è fatto di cronaca, non ci sono avversari da mettere nel mirino, e allora perché occuparsene? Negli ultimi tempi i giornali locali della mia zona ...

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Ho smesso da 57 giorni

scritto da Oliviero Motta il 20/11/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Dipendenze | 1 commento

25092013398Ho smesso da cinquantasette giorni, ma non può arrivare il tramonto senza un pensiero. Almeno un pensiero. A dirla tutta, di solito avviene al mattino presto; seduto a fianco di Eleonora ancora mezzo addormentata, dopo aver predisposto Nutella e latte con cacao, alzo gli occhi all’orologio:  quasi sempre le sette e mezza. L’orario della discesa per la colazione, anche in comunità.

L’abitudine è spesso una nostra avversaria, ma altrettanto sovente è lo strumento attraverso cui passano i pensieri buoni e si rafforzano i legami.  O è la distanza che rinsalda l’affetto? In ogni caso, il pensiero corre alla scala d’acciaio, alla sala col tavolo a ferro di cavallo, al gusto delle marmellate.

Sono cinquantasette giorni che non vado in comunità e non è ancora scemata quella che Bruno chiama, prendendomi in giro, la “mistica della comunità”. Anzi, se possibile, avviene oggi quello che non succedeva ...

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Chiacchierando sotto i cedri, di preti e di stazioni

scritto da Oliviero Motta il 10/11/2013 in Fragilità, Esclusione sociale, marginalità | lascia un commento

EmfreddoCi sono incontri di cui non ricordi il punto preciso. E se ci ripensi solo poche ore dopo, la dinamica si è già smarrita nella nebbia. Dissolta. Come diavolo è cominciato? Chi ha guardato chi, per primo? Chi ha detto cosa? Sai solo che ci si è incrociati e si è iniziato a parlare, così, come se ci si conoscesse da un sacco di tempo. Li chiamano bottoni, e per forza di cose devono stare attaccati. Capita, a volte, in questo bel giardino sovrastato dai cedri del Libano: stai entrando o uscendo, sovrappensiero o intento a cercare le chiavi, e ti trovi in una storia che non è - che non sembra essere - la tua.

Non so il suo nome, non ci siamo presentati, ma gli occhi celesti sono come di mia madre e i capelli radi e bianchi di mio padre; persino l’accento mi è suonato ...

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