Quelle suore antiche che accolgono le famiglie siriane in cerca di futuro

scritto da Oliviero Motta il 27/06/2014 in profughi, solidarietà, accoglienza | lascia un commento

SurayaApri bene gli occhi e le orecchie. C’è uno stridore nell’aria, se ti concentri lo puoi percepire. E’ come un sovrapporsi di tempi e luoghi che non potrebbero, in teoria, coesistere. Ma nei fatti sono contemporanei. Da un lato la giovane donna araba, con il lungo abito nero e il velo bianco in testa, che ti accoglie con un accenno di sorriso; dall’altro i corridoi larghi e alti e le vetrate di un tipico istituto di metà ottocento, abitato e animato da religiose. Il silenzio evocato dai grandi saloni, la baraonda di ragazzini che rincorre il pallone giù in cortile. Ti aspetti di incrociare la timidezza e la solitudine di Oliver Twist e invece ti viene incontro un idioma sconosciuto del medio oriente.

 Oggi, in questo imponente istituto di suore si apre una casa per accogliere le famiglie scappate dalle tribolazioni e dai pericoli della guerra civile siriana. ...

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Evergreen

scritto da Oliviero Motta il 21/05/2014 in Minori, Educare, scuole, volontariato | lascia un commento

EvergreenCi sono cose che sembrano appartenere al passato; strumenti che paiono antichi arnesi che nessuno si fila più. E quindi può capitare, di fronte ai massimi sistemi del welfare, di non pensare più ai cari, vecchi doposcuola. Eppure -  si sa - a volte ritornano. O, per esser più precisi, non se ne sono mai andati.

Siamo infatti qui a parlarne, in questo seminario che intende riflettere sulle relazioni tra i progetti di sostegno scolastico e le amministrazioni comunali. A confronto l’esperienza di tre città lombarde che hanno in vita delle convenzioni tra le municipalità e i doposcuola messi in cantiere da anni da parrocchie e volontari.

C’è anche Rho, con il suo progetto Albatros, in grado di collegare in un unico contesto educativo i volontari parrocchiali, le scuole, il Comune, la cooperativa Intrecci, le famiglie, i servizi sociali.

Siamo qui a ...

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Se vuoi che qualcosa cambi, cercati un gruppo

scritto da Oliviero Motta il 17/04/2014 in solidarietà, disoccupato, autoaiuto | lascia un commento

E’ come se ti si accendesse una lampadina nella testa. Sei lì, in cerchio con gli altri, e le parole che ascolti si mettono in fila l’una dietro l’altra, così familiari e consuete, trascinandoti nel flashback. Sta parlando Aldo, descrive la situazione di pericolo che ha sperimentato quando ha attraversato la “fase buia” della perdita del lavoro: i primi segni di depressione, il lasciarsi andare – il “divanizzarsi”, appunto - i tempi che saltano, gli impegni e i doveri che non sono più avvertiti come tali. Il rotolare lento e disordinato di una vita senza più capo né coda. Messa sul pericolante margine che separa il senso dal non senso. (A questo proposito, mi viene in mente il riferimento alla “Metamorfosi” di Kafka che Massimo Cirri fa nel suo bel libro “Il tempo senza lavoro”). Ma ciò che mi impressiona è quello che segue: Aldo parla della paura di ricascarci, ...

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Se stai a casa ti divanizzi

scritto da Oliviero Motta il 09/04/2014 in lavoro, autoaiuto, gruppo | lascia un commento

Gatto2Rimango sempre piacevolmente colpito e stupito dalla potenza di un gruppo di auto mutuo aiuto. In particolare mi incanta spesso l’apparente disparità tra lo strumento e gli obiettivi che può raggiungere. In fondo, che ci vuole? Ci si trova in cerchio, si parla delle proprie esperienze, si passa del tempo insieme e poi si torna a casa. Un po’ banale, se vogliamo; e infatti il cinema ne fa spesso e volentieri delle caricature divertenti: “Ciaaao, sono tal dei tali e sono un ex alcolista” , “Ciaaao tal dei tali, benvenuto”.

Ma questa essenzialità di tecnica e processo conduce molto spesso a cambiamenti reali, fornendo ai partecipanti una serie di strumenti e competenze per affrontare le proprie vite e i propri problemi.

Stamattina sono qui, seduto in cerchio con Carmen, Anna, Gianni, Franz, Alessio, Andrea, Alice e Enzo. In comune hanno la perdita del  lavoro: una ...

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Festa del Perdono

scritto da Oliviero Motta il 29/03/2014 in Welfare, cittadinanza, solidarietà, coesione | lascia un commento

Statale2Praticamente tutti, a Milano, sanno dov’è Via Festa del Perdono. C’è l’Università statale, a un tiro di schioppo da  piazza Duomo. Ci sono passato centinaia di volte, ma curiosamente non mi sono mai chiesto la ragione del nome della strada. O forse qualche volta l’interrogativo è affiorato, ma l’ho lasciato cadere, come tante volte capita. Ma cos’è questa Festa del perdono? Come mai questa festa, così religiosa nel nome, è scomparsa dal calendario? Mi sono posto queste domande solo adesso, dopo aver letto un bel libro sull’assistenza all’infanzia e alla maternità alla Ca’ Granda dal quattrocento agli anni venti del secolo scorso. E così ho scoperto che la Festa del perdono sta proprio all’origine della Ca’ Granda, che è poi l’Ospedale Maggiore di Milano, la cui sede originaria, infatti, era il grande palazzo in cui oggi c’è l’università.

Correva l’anno 1456 e il duca Francesco Sforza donava un ...

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Costruire

scritto da Oliviero Motta il 12/03/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Costruire ImmagineClicco su Youtube e digito. Costruire.

Anche questa mattina, mentre penso agli ospiti della comunità, e alla loro giornata lassù, metto come sottofondo la canzone di Niccolò Fabi.

Non  mi viene in mente migliore colonna sonora, perchè ci sono le parole giuste, tutti gli ingredienti della vicenda di un tossicodipendente, o un alcoldipendente, che decide di darci un taglio e sceglie di tentare la svolta. (Relativamente) facile decidere, facilissimo immaginare il traguardo, tremendamente difficile tutto quello che sta nel mezzo.

L’eccitazione da prima volta, la desiderata perfezione del nuovo sè – ma anche la perfetta beatitudine di certe serate sotto l’effetto delle sostanze - l’ultimo bicchiere, l’attesa e il compimento, il giorno dopo giorno.

Rimani qui, perchè ti stringo le mani.

Parole chiave per chi fa quel percorso; forse parole chiave per tutti quelli che intendono ...

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Dare a Cesare

scritto da Oliviero Motta il 16/02/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale, volontariato | lascia un commento

Sedere in una cabina di regia ha sempre il suo perché; l’espressione è seconda solo alla famigerata “stanza dei bottoni”, ma in questo caso l’immagine dei pulsanti da pigiare è sostituita dalla visione di una fila di schermi dai quali si dovrebbe acquisire un sacco d’informazioni diverse, per tenere sotto controllo, coordinare, tracciare strategie. Naturalmente in questa cabina di regia de noantri non c’è niente di tecnologico: si tratta solo di un gruppo di persone che fa riferimento al multiforme mondo che va sotto il nome di Caritas: volontari, educatori, operatori sociali, coordinatori. Tutti in cerchio, oggi, per cercare di capire come si può lavorare meglio insieme e come innovare la mensa “Aggiungi un posto a tavola” e il rifugio notturno per senza fissa dimora aperto per la stagione invernale. I servizi per la povera gente e per coloro che stanno ai margini della città sono partiti ormai quindici anni fa, ...

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The constant gardener

scritto da Oliviero Motta il 29/01/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Images (1)La festa di lunedì sera sarà doppia, perché anche Giacomo è arrivato al termine del suo percorso in comunità. Insieme a Giorgia, darà terra e radici al suo albero nel “Campo dei miracoli”, dove fanno bella mostra di sé gli arbusti di tutti gli ospiti che hanno completato il proprio itinerario terapeutico; piante da frutto originali, scelte dagli educatori in base a una caratteristica della persona in questione:  il melograno, il pero nano, il caco ragno e così via. Mi chiedo quale sarà la caratteristica che determinerà la scelta della pianta di Giacomo, quella che prenderà il suo posto in comunità, a donare ciclicamente e simbolicamente i suoi frutti ai futuri ospiti.

Se potessi scegliere, indicherei la costanza, la tenacia. Perché Giacomo, in fondo, è the constant gardener di Villa Paradiso. Il giardiniere tenace del romanzo di le Carrè, che non molla, non appare, non spicca per qualche ...

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Abbracci

scritto da Oliviero Motta il 22/01/2014 in Comunità, Dipendenze | lascia un commento

FotogiusiHo ancora il vizio di sottrarre questi piccoli segni e di conservarli. Sono reliquie raccolte qua e là e che hanno un senso solo per me: foglietti, ritagli, paccottiglia varia. Alcuni risalgono a quando ho iniziato il mio ventennale impegno nel terzo settore; possono passare anche degli anni, ma prima o poi vado a riguardarmeli, come un vecchio che rivanga il passato e si perde pateticamente in ciò che è stato. Ogni volta mi dico che dovrei fare pulizia, riconquistare quello spazio sottratto all’utile quotidiano, ma il sugo che ne ricavo è così saporito che puntualmente richiudo i faldoni e arrivederci alla prossima occasionale botta di nostalgia.

Sono dettagli, come quello che sono andato a riprendere oggi, per prepararmi alla festa di Giorgia, che tra dodici giorni esatti conclude il suo percorso in comunità. Si tratta di un foglio A4 che ho lasciato nell’agenda 2013, archiviata maniacalmente con ...

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Customer oriented

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale | lascia un commento

Torno SubitoL’avevo visto prima della pausa pasquale, l’anno scorso, e mi aveva colpito per la sua secchezza. Poi mi si è parato davanti all’inizio d’agosto e ci avevo fatto su qualche riflessione: ma perché deve essere così scarno? così freddo, senza un saluto?

Anche questa volta, all’inizio delle recenti feste natalizie, non ho potuto fare a meno di fermarmi proprio lì davanti e interrogarmi su cosa circoli nella testa di chi lo scrive e lo attacca alla porta. E’ il cartello tramite il quale un’associazione che si occupa di distribuire beni alimentari e vestiti ai poveri comunica la sua chiusura temporanea: per Pasqua, per le ferie d’agosto, appunto, o per Natale.

“Riapriremo il 7 gennaio”.

Ma porca miseria, ammettiamo pure che augurare buone vacanze a chi con tutta probabilità non vede il mare o le montagne da qualche anno, possa risultare di pessimo ...

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