L'altra faccia di facebook

scritto da Oliviero Motta il 15/04/2015 in Dipendenze, Comunicazione sociale, reinserimento | lascia un commento

FbC’è chi lo evita perché lo ritiene troppo nazionalpopolare; chi ha ritirato la propria iscrizione visto che è tutto un mare di cavolate, chi non ha tempo da perdere. Mi è capitato di citarlo, come fonte, in un gruppo di impegnati cooperatori che mi hanno preso in giro fino alla fine della riunione. Eppure.

L’altro giorno Valerio ha pubblicato un messaggio sulla sua bacheca Facebook. Due righe molto semplici, che non posso riportare per esteso, ma di cui riassumo il senso: che grande cosa stare bene qui, nella mia casa, semplicemente vivendo. Ho tutto: le mie figlie, i miei libri, il mio gel da barba.

Sono rimasto incantato dalle sue espressioni così minimali, da far invidia a Gozzano. 

Signora Libertà, signorina Fantasia. 

Mi sono immaginato Valerio, davanti allo specchio, che si rade; a un tratto si ferma, inclinando il ...

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Coincidenze

scritto da Oliviero Motta il 06/03/2015 in Dipendenze, Lombardia, residenzialità leggera, accompagnamento, cronicità, Droghe | lascia un commento

UntitledQuante volte l’abbiamo sentita in un film, o incontrata sulle pagine di un libro: “io non credo alle coincidenze”. A parte che è davvero strano utilizzare il verbo credere quando si parla di coincidenze, ma il fatto è che ci si inciampa, nelle coincidenze. E a volte non c’è proprio verso di intravedere un qualunque significato.

In questi giorni lavoro a un articolo sulle sperimentazioni che la Regione sta conducendo per testare la fattibilità e la sostenibilità di nuovi servizi sociosanitari. Tra questi, alcuni interventi a favore delle “cronicità” nel campo delle dipendenze.

Le sperimentazioni nell’area della cosiddetta “cronicità” – le virgolette sono d’obbligo, perché il termine cronico è assai affilato – intendono trovare una risposta utile per le persone che, avendo alle spalle una lunga storia di tossicodipendenza o alcol dipendenza - ma anche ripetuti tentativi terapeutici più o meno riusciti - continuano a ...

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A volte basta un party. Purché sia senza barriere

scritto da Oliviero Motta il 18/02/2015 in Disabilità, genitori, tempo libero | lascia un commento

logosenzabarriereIl foglio mi sorride lieto dalla bacheca dell’ufficio. Sì, mi sorride. Perché sotto le dieci righe di una mail si trova proprio un emoticon molto contento, tracciato a penna: due punti in grassetto al posto degli occhi e una grande bocca che guarda all’insù. In questi tempi un po’ rugginosi non è proprio così diffuso che un operatore dei servizi sociali esponga sulla sua bacheca di sughero un’emozione positiva. Il richiamo è troppo forte e non resisto. 

Leggo la mail: “Buongiorno. Con questa mail vorrei semplicemente ringraziarla per l’incoraggiamento che mi ha dato: non sarei mai venuta ieri con Alberto se lei non mi avesse dato una spinta. Siamo stati veramente bene e non ho parole per esprimere la mia gioia: sono stata in grado per la prima volta dopo tanti anni di stare con mio figlio senza doverlo soltanto contenere, ma al contrario divertendomi con lui. Ieri ...

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Distribuire il cibo alle famiglie: tutta una questione di tempi

scritto da Oliviero Motta il 28/01/2015 in povertà, Caritas, solidarietà, volontariato, cibo | lascia un commento

 

È tutta una corsa contro il tempo. Chiamano dal centro commerciale e immediatamente vi date da fare col telefono per trovare qualcuno in più che vi dia una mano; in due, infatti, non ce la fareste a portare via tutta quell

Pane

a roba. Perché dovete farvi vivi nel giro di un paio d’ore, se no si arrangiano in qualche altro modo. Se un paio di volontari sono liberi, dovete poi organizzare i prod

otti: verificare che la bolla sia a posto, fare lo scarico della merce accertando il numero di confezioni e la grammatura, valutare i tempi strettissimi – a volte una manciata di giorni - che vi separano dalla data di scadenza impressa sulle confezioni. E se si tratta del cosiddetto “fresco”, quello non confezionato, non si può perdere neanche un’ora: portare le ceste nel centro parrocchiale ...

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Gli utili schiaffi di don Milani contro il torpore del lavoro sociale

scritto da Oliviero Motta il 15/12/2014 in Chiesa, poveri, scuola, don Lorenzo Milani | lascia un commento

don milaniCi sono giorni – ma anche settimane - sopra cui veleggi placido, trascinato dalla corrente; accadono solo piccoli fatti, di fronte ai quali ti risparmi pure la fatica di ricercare i significati. Abitudine, mestiere, superficie.

Fare un lavoro apparentemente “impegnato” non ti evita del tutto questo periodico beccheggiare da piccolo cabotaggio. Poi un incontro, il passo di un libro e senti improvvisamente che la cima si tende, la corrente accelera, il piano si inclina. Sei trascinato giù, più in profondità, e ti vergogni un po’ del pilota automatico che ti aveva condotto fino a poco prima.

E’ successo così anche qualche giorno fa, nell’incontro con Piergiorgio Reggio, che è venuto a presentare ai volontari dei doposcuola il suo ultimo libro: “Lo schiaffo di don Milani”. Abbiamo ripercorso insieme la vicenda del prete di Barbiana e siamo stati guidati a riconsiderare più da vicino ...

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Quei bulgari vestiti da clown che ci rubano i bambini…

scritto da Oliviero motta il 03/12/2014 in Minori, Comunicazione sociale, immigrazione, scuole, paura, adolescenti, stranieri | lascia un commento

ClownLa prima notizia, mentre stiamo cenando, me la porge mia figlia, con il candore e i timori che segnano i suoi tredici anni: “oh papà, c’è in giro un furgone bianco con a bordo degli stranieri che si travestono da clown o da preti e rapiscono le bambine fuori dalle scuole”. Di fronte alle mie perplessità e al primo abbozzo di ironia, mi riferisce il nome dell’amica che le ha passato l’informazione, evidentemente un’autorità in materia. Alla fine scherziamo insieme e ragioniamo sul fatto che forse vestirsi da clown o da preti non è proprio il massimo se non si vuole attirare l’attenzione e si mira a rapire qualcuno. L’episodio si chiude lì, uno dei tanti della nostra quotidianità familiare. 

Ma il giorno dopo la notizia ritorna come un boomerang su whatsapp; è il gruppo dei genitori della squadra di pallavolo che veicola il seguente messaggio: “Avviso a ...

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Tra sogno e realtà, una pasta e fagioli per chi dorme per strada

scritto da Oliviero Motta il 27/10/2014 in Esclusione sociale, povertà, solidarietà | lascia un commento

Pasta E FagioliMeno male che non è un sogno, perché altrimenti la Smorfia napoletana non ci lascerebbe scampo. Il codice partenopeo, come si sa, attribuisce un numero e un significato preciso a ogni dettaglio che riusciamo a ricordare dopo la sveglia. E allora: fagioli (numero 7) vuol dire “pettegolezzo spiacevole”; mangiar fagioli (numero 2), “dispute e disaccordi”; consumare un pasto in compagnia (numero 80), “liti con i vicini”. Che cosa direbbe la Smorfia di questa pasta e fagioli mangiata assieme ad altre 250 persone? Cosa ci aspetterebbe il giorno dopo?

E invece eccoci qui, come ogni ottobre, in attesa di entrare nella mensa che una volta era “dei poveri” e che oggi si chiama “Un posto a tavola”; la sostanza, al di là dei nomi, non è cambiata di molto, visto che il grande locale rosa antico continua ad ospitare persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con ...

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Che tristezza quella cooperativa senza nome che fa il lavoro sporco

scritto da Oliviero Motta il 30/09/2014 in lavoro, cooperazione | lascia un commento

ScaffaliPer i più, com’è naturale, è solo un suono di fondo; una voce che proviene da qualche parte, lassù, e che interpella chissà chi, qua in basso, nel dedalo delle corsie. Per me, invece, è quasi uno schiaffo, una gomitata; come uno che arriva correndo da dietro e ti oltrepassa urtandoti, maldestro e indifferente. La voce femminile è quella tipica degli altoparlanti nei luoghi pubblici, nasale e metallica, mentre la cadenza e le parole riescono nell’impresa di trasmettere al contempo indifferenza e urgenza: “Cooperativa richiesta all’ortofrutta, cooperativa richiesta all’ortofrutta”.  Quante volte ci è capitato di sentire questo tipo di annunci nei centri commerciali o nella grande distribuzione; e se, al contrario, non ne conserviamo ricordo, è proprio perché il nostro cervello l’ha archiviato come uno degli eventi della routine giornaliera. Cose che capitano e che non ci riguardano.

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Il circolo virtuoso del cassonetto giallo: dagli abiti usati nasce la comunità

scritto da Oliviero Motta il 11/09/2014 in lavoro, solidarietà, riciclo, rifiuti | lascia un commento

Imagescabm9i8hEccolo lì, silenzioso e immobile, con la bocca spalancata, che ci aspetta. Chissà quante volte ci siamo passati davanti senza notarlo più di tanto; da almeno quindici anni, infatti, fa parte dell’arredo urbano del milanese, e non solo. Qualche anno fa - quando ancora non era progettato a regola d’arte e certificato - è arrivato suo malgrado alla ribalta delle cronache nazionali, perché alcuni bimbi rom c’erano rimasti incastrati. Ma ora non ne parla più nessuno, com’è giusto che sia: le buone notizie, quasi sempre, non sono notizie.

Eppure, se si avesse la voglia di guardarlo con attenzione e di compulsare sul nostro cellulare so-tutto-io, si potrebbe facilmente scoprire che dietro quel cassonetto giallo marchiato Caritas, Rete Riuse e Dona valore, c’è un mondo che vale la pena di conoscere e far conoscere, un lungo circolo virtuoso, una specie di quadratura del cerchio.

Qualche settimana ...

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Una nuova comunità psichiatrica nel nome di Alda Merini: non è forse cultura?

scritto da Oliviero Motta il 29/07/2014 in Comunità, psichiatria, cultura | lascia un commento

Merini MammaChiedo a Barbara se questa è la prima comunità intitolata a sua madre. “A me risulta di sì, però sai, ovviamente non ci fanno sapere proprio tutto; di sicuro ci sono tante vie, piazze, biblioteche, sale pubbliche”. “Certo – faccio io – probabilmente saranno tutte iniziative e servizi di tipo culturale”. Barbara mi guarda un po’ di traverso e poi: “perché, tutto questo non è forse cultura?”. Touchè.

Certo che lo è, una comunità psichiatrica ad alta protezione che apre è un momento di grande cultura, anche se siamo “solo” un centinaio di persone qui, a rallegrarcene e a festeggiare. Ci viene in soccorso la definizione della Treccani: “Cultura - complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico”. E una comunità per la salute mentale è ...

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