Serendipità

scritto da Oliviero Motta il 09/06/2015 in Lavoro sociale, educatore | lascia un commento

20150430 150256Quando entra e si accomoda sulla sedia qui davanti, abbiamo tutti e tre lo stesso pensiero: o il curriculum è sbagliato, o dimostra molti più anni di quelli che ha. In effetti la data di nascita è corretta e Igor dimostra decisamente più dei suoi 23 anni. Il fisico massiccio, le mani da lavoratore manuale, lo sguardo serio e diretto, quei peli dappertutto che fanno tanto… uomo dotato di clava. Stiamo cercando un operatore sociale per un progetto che, insieme alle comunità locali, promuova legami sociali e welfare di comunità.

...
Leggi tutto

In ospedale con passione e intelligenza

scritto da Oliviero Motta il 25/05/2015 in integrazione, cooperazione, terzo settore, adolescenti, ospedale | lascia un commento

DownloadQualche volta la necessità di andare al di là della retorica mi si fa urgente. Retorica da terzo settore, da buona cooperazione, da lavoro di rete.

In tali casi, può bastare scostarsi un po’ dalla propria routine, e soprattutto dedicare del tempo all’ascolto vero, concentrato, senza tecnologia tra i piedi. E allora ti può capitare d’incontrare Rosaria e Marina, al secolo dottoresse, e il loro progetto “sperimentale“ all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo: “Famiglie e adolescenti in ospedale”.  Due parole possono bastare per descrivere il loro lavoro: passione e intelligenza. Perché è proprio con passione e intelligenza che hanno costruito un servizio unico nel suo genere, dedicato ai ragazzi  tra i 12 ai 22 anni che ripetutamente accedono al Pronto soccorso con somatizzazioni (cefalee, dolori addominali…), ansia e attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare o condotte autolesive (abuso occasionale di alcool o droghe, scarificazioni, ripetuti incidenti, ripetute ...

Leggi tutto

Expo e libertà

scritto da Oliviero Motta il 07/05/2015 in Carcere, expo | lascia un commento

ImagesPuoi pensarla come vuoi, sull’Expo; ma alla fine la parola “libertà” torna sempre. Libertà di muoversi o libertà di fare affari; viaggio, incontro, scambio, reciprocità, economia. Tutto, tranne che star fermi.

E infatti, vista da qui vicino, l’esposizione universale che fa le sue prove di apertura appare un grande lunapark, progettato apposta per attirare i nostri sguardi, e i nostri passi; le luci dell’Albero della vita che ci ammiccano ipnotiche, prima azzurrine e poi rosso fuoco, fanno tanto natale, quasi cineseria.

Ma la destinazione di oggi non è l’Expo; ci aspetta squadrata e grigia, proprio alle nostre spalle: il carcere di Bollate. Basta voltarsi, lasciare il parcheggio e imboccare la portineria per intraprendere il classico percorso dell’accesso a un penitenziario: documenti, pass, attesa, polizia penitenziaria, attesa, cancelli da oltrepassare in sequenza, corridoi e ancora attesa. Un carcere rimane un carcere, anche se si ...

Leggi tutto

L'altra faccia di facebook

scritto da Oliviero Motta il 15/04/2015 in Dipendenze, Comunicazione sociale, reinserimento | lascia un commento

FbC’è chi lo evita perché lo ritiene troppo nazionalpopolare; chi ha ritirato la propria iscrizione visto che è tutto un mare di cavolate, chi non ha tempo da perdere. Mi è capitato di citarlo, come fonte, in un gruppo di impegnati cooperatori che mi hanno preso in giro fino alla fine della riunione. Eppure.

L’altro giorno Valerio ha pubblicato un messaggio sulla sua bacheca Facebook. Due righe molto semplici, che non posso riportare per esteso, ma di cui riassumo il senso: che grande cosa stare bene qui, nella mia casa, semplicemente vivendo. Ho tutto: le mie figlie, i miei libri, il mio gel da barba.

Sono rimasto incantato dalle sue espressioni così minimali, da far invidia a Gozzano. 

Signora Libertà, signorina Fantasia. 

Mi sono immaginato Valerio, davanti allo specchio, che si rade; a un tratto si ferma, inclinando il ...

Leggi tutto

Coincidenze

scritto da Oliviero Motta il 06/03/2015 in Dipendenze, Lombardia, residenzialità leggera, accompagnamento, cronicità, Droghe | lascia un commento

UntitledQuante volte l’abbiamo sentita in un film, o incontrata sulle pagine di un libro: “io non credo alle coincidenze”. A parte che è davvero strano utilizzare il verbo credere quando si parla di coincidenze, ma il fatto è che ci si inciampa, nelle coincidenze. E a volte non c’è proprio verso di intravedere un qualunque significato.

In questi giorni lavoro a un articolo sulle sperimentazioni che la Regione sta conducendo per testare la fattibilità e la sostenibilità di nuovi servizi sociosanitari. Tra questi, alcuni interventi a favore delle “cronicità” nel campo delle dipendenze.

Le sperimentazioni nell’area della cosiddetta “cronicità” – le virgolette sono d’obbligo, perché il termine cronico è assai affilato – intendono trovare una risposta utile per le persone che, avendo alle spalle una lunga storia di tossicodipendenza o alcol dipendenza - ma anche ripetuti tentativi terapeutici più o meno riusciti - continuano a ...

Leggi tutto

A volte basta un party. Purché sia senza barriere

scritto da Oliviero Motta il 18/02/2015 in Disabilità, genitori, tempo libero | lascia un commento

logosenzabarriereIl foglio mi sorride lieto dalla bacheca dell’ufficio. Sì, mi sorride. Perché sotto le dieci righe di una mail si trova proprio un emoticon molto contento, tracciato a penna: due punti in grassetto al posto degli occhi e una grande bocca che guarda all’insù. In questi tempi un po’ rugginosi non è proprio così diffuso che un operatore dei servizi sociali esponga sulla sua bacheca di sughero un’emozione positiva. Il richiamo è troppo forte e non resisto. 

Leggo la mail: “Buongiorno. Con questa mail vorrei semplicemente ringraziarla per l’incoraggiamento che mi ha dato: non sarei mai venuta ieri con Alberto se lei non mi avesse dato una spinta. Siamo stati veramente bene e non ho parole per esprimere la mia gioia: sono stata in grado per la prima volta dopo tanti anni di stare con mio figlio senza doverlo soltanto contenere, ma al contrario divertendomi con lui. Ieri ...

Leggi tutto

Distribuire il cibo alle famiglie: tutta una questione di tempi

scritto da Oliviero Motta il 28/01/2015 in povertà, Caritas, solidarietà, volontariato, cibo | lascia un commento

 

È tutta una corsa contro il tempo. Chiamano dal centro commerciale e immediatamente vi date da fare col telefono per trovare qualcuno in più che vi dia una mano; in due, infatti, non ce la fareste a portare via tutta quell

Pane

a roba. Perché dovete farvi vivi nel giro di un paio d’ore, se no si arrangiano in qualche altro modo. Se un paio di volontari sono liberi, dovete poi organizzare i prod

otti: verificare che la bolla sia a posto, fare lo scarico della merce accertando il numero di confezioni e la grammatura, valutare i tempi strettissimi – a volte una manciata di giorni - che vi separano dalla data di scadenza impressa sulle confezioni. E se si tratta del cosiddetto “fresco”, quello non confezionato, non si può perdere neanche un’ora: portare le ceste nel centro parrocchiale ...

Leggi tutto

Gli utili schiaffi di don Milani contro il torpore del lavoro sociale

scritto da Oliviero Motta il 15/12/2014 in Chiesa, poveri, scuola, don Lorenzo Milani | lascia un commento

don milaniCi sono giorni – ma anche settimane - sopra cui veleggi placido, trascinato dalla corrente; accadono solo piccoli fatti, di fronte ai quali ti risparmi pure la fatica di ricercare i significati. Abitudine, mestiere, superficie.

Fare un lavoro apparentemente “impegnato” non ti evita del tutto questo periodico beccheggiare da piccolo cabotaggio. Poi un incontro, il passo di un libro e senti improvvisamente che la cima si tende, la corrente accelera, il piano si inclina. Sei trascinato giù, più in profondità, e ti vergogni un po’ del pilota automatico che ti aveva condotto fino a poco prima.

E’ successo così anche qualche giorno fa, nell’incontro con Piergiorgio Reggio, che è venuto a presentare ai volontari dei doposcuola il suo ultimo libro: “Lo schiaffo di don Milani”. Abbiamo ripercorso insieme la vicenda del prete di Barbiana e siamo stati guidati a riconsiderare più da vicino ...

Leggi tutto

Quei bulgari vestiti da clown che ci rubano i bambini…

scritto da Oliviero motta il 03/12/2014 in Minori, Comunicazione sociale, immigrazione, scuole, paura, adolescenti, stranieri | lascia un commento

ClownLa prima notizia, mentre stiamo cenando, me la porge mia figlia, con il candore e i timori che segnano i suoi tredici anni: “oh papà, c’è in giro un furgone bianco con a bordo degli stranieri che si travestono da clown o da preti e rapiscono le bambine fuori dalle scuole”. Di fronte alle mie perplessità e al primo abbozzo di ironia, mi riferisce il nome dell’amica che le ha passato l’informazione, evidentemente un’autorità in materia. Alla fine scherziamo insieme e ragioniamo sul fatto che forse vestirsi da clown o da preti non è proprio il massimo se non si vuole attirare l’attenzione e si mira a rapire qualcuno. L’episodio si chiude lì, uno dei tanti della nostra quotidianità familiare. 

Ma il giorno dopo la notizia ritorna come un boomerang su whatsapp; è il gruppo dei genitori della squadra di pallavolo che veicola il seguente messaggio: “Avviso a ...

Leggi tutto

Tra sogno e realtà, una pasta e fagioli per chi dorme per strada

scritto da Oliviero Motta il 27/10/2014 in Esclusione sociale, povertà, solidarietà | lascia un commento

Pasta E FagioliMeno male che non è un sogno, perché altrimenti la Smorfia napoletana non ci lascerebbe scampo. Il codice partenopeo, come si sa, attribuisce un numero e un significato preciso a ogni dettaglio che riusciamo a ricordare dopo la sveglia. E allora: fagioli (numero 7) vuol dire “pettegolezzo spiacevole”; mangiar fagioli (numero 2), “dispute e disaccordi”; consumare un pasto in compagnia (numero 80), “liti con i vicini”. Che cosa direbbe la Smorfia di questa pasta e fagioli mangiata assieme ad altre 250 persone? Cosa ci aspetterebbe il giorno dopo?

E invece eccoci qui, come ogni ottobre, in attesa di entrare nella mensa che una volta era “dei poveri” e che oggi si chiama “Un posto a tavola”; la sostanza, al di là dei nomi, non è cambiata di molto, visto che il grande locale rosa antico continua ad ospitare persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con ...

Leggi tutto