Movimento lento

scritto da Oliviero Motta il 01/03/2016 in accoglienza, volontariato, rifugiati, chiese | lascia un commento

In queste settimane sto girando parecchio, per chiese e parrocchie lombarde. Sto infatti collaborando all’organizzazione dell’accoglienza diffusa per i profughi. Un’esperienza interessante che mi dà modo d’incontrare persone e realtà positive: a mio parere una delle facce migliori della Chiesa italiana. Sacerdoti, volontari della Caritas, gruppi, famiglie singole che si stanno organizzando per realizzare un’accoglienza motivata e intelligente. Si tratta di un movimento che si è attivato sull’onda dell’appello del Papa e poi dell’episcopato locale; un cammino abbastanza lento, almeno all’inizio, quando è sembrato concreto il rischio che gli inviti “dall’alto” andassero disertati. Poi, invece, si è preso un buon ritmo e la disponibilità a mettere a disposizione appartamenti e case è cresciuta in maniera sensibile e significativa. Il passo rimane abbastanza rallentato, ma non sorprende che sia così; non è facile né immediato passare da una disponibilità generica a un intervento organizzato ed efficace: bisogna trovare case adeguate, recuperare le ...

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Neanche cent'anni in tre

scritto da Oliviero Motta il 15/02/2016 in Comunità, Salute mentale, educatore, psichiatria, Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari | lascia un commento

PsicoLavinia, Samuele e Jolanda sono giovani. In tre non so se facciano cent’anni. Ma fanno un lavoro tosto: educatori in una comunità psichiatrica ad alta protezione. Fuori dal linguaggio socio-sanitario, significa una struttura di accoglienza per persone che hanno seri problemi di salute mentale e restrizioni imposte dal giudice per essere stati dichiarati socialmente pericolosi.

Alcuni pazienti vengono direttamente dagli Ospedali psichiatrici giudiziari in via di dismissione. Quando chiedo loro che cosa dicano gli amici del loro impegno professionale qua dentro, rilasciano un sorriso venato da una punta di amarezza: “Cosa vuoi, in linea di massima non capiscono, hanno paura; c’è curiosità, ma tanti pregiudizi.”

Le pre-comprensioni e le perplessità dei conoscenti sono solo una delle sfide che Jolanda, Samuele e Lavinia devono affrontare ogni giorno, certo non la più ostica. Perché lavorare in una comunità come questa richiede grande impegno: ognuno dei “pazienti” ha ...

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Da spreco a risorsa

scritto da Oliviero Motta il 28/01/2016 in famiglie, spreco, recupero, Coop | lascia un commento

SprecoBella serata. Siamo ospitati nella sala consiliare del municipio, con l’ampia volta affrescata che ci sovrasta. Il tema dell’incontro è ben congeniato, nel tentativo di coniugare lotta allo spreco alimentare e solidarietàInfatti, al centro c’è la riflessione sul dopo Expo, su come si possa ridurre quell’enorme scandalo costituito dal rifiuto di tonnellate di cibo.

Secondo la FAO oltre un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, cioè circa 1,3 miliardi di tonnellate, va perduto o sprecato. In Italia, secondo il Barilla Center for Food and Nutrition, ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone. Siamo il terzo Paese al mondo per lo spreco domestico, che poi è quello più consistente, assieme a quello che avviene alla fonte, cioè nel corso del processo produttivo. Al ...

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Silver age, l'energia dei sogni

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2016 in Caritas, solidarietà, volontariato, emporio | lascia un commento

EmporiovaSi dice comunemente che l’energia sia una caratteristica dei giovani. E che questi dovrebbero avere un po’ il monopolio dei sogni e dei progetti per il futuro. Ma naturalmente non è così.

Ho appena chiuso una riunione di persone diciamo in là con l’età, in mezzo alle quali il mio mezzo secolo faceva precipitare sensibilmente la media. Pensionati, per lo più. Silver age. Stiamo progettando quella che in linguaggio Caritas è un’opera-segno, cioè un servizio emblematico e significativo, in grado di rappresentare un richiamo forte e concreto alla solidarietà e alla dignità di tutti. In questo caso si tratta di un emporio solidale.

Che cos’è un emporio solidale? L’ultimo Rapporto nazionale Caritas sulla povertà e l’esclusione sociale lo definisce “un punto di distribuzione al dettaglio completamente gratuito, realizzato al fine di sostenere le famiglie in difficoltà attraverso l’aiuto alimentare e l’accompagnamento relazionale per favorire il recupero ...

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La banalità del (far star) bene

scritto da Oliviero Motta il 11/12/2015 in immigrazione, volontariato, salute | lascia un commento

StetoscopioIlario e Valeria sono come lo yin e lo yang: lui concreto, diretto e direttivo, lei materna e comprensiva. Lui col pallino dell’ordine e attento a tenere le giuste distanze dagli altri, lei che fa della relazione di cura il suo punto di forza. Quello che li accomuna è il loro impegno come volontari all’ambulatorio solidale "Oltre il diritto" di Rho e la passione con la quale affrontano il compito.

Lui è stato tra i fondatori dell’ambulatorio, dodici anni fa, quando – tra non pochi dubbi e timori - su iniziativa della Caritas cittadina ci si è posti il problema di offrire un’assistenza sanitaria a coloro che vivevano ai margini della città: principalmente cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno o persone senza fissa dimora. Non siamo in un grande centro urbano, ma già da allora, anche qui, non erano poche le persone che avevano bisogno di una tutela ...

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Doppia fortuna

scritto da Oliviero Motta il 06/11/2015 in solidarietà, rete, nuovi stili di vita, mondialità | lascia un commento

Planisfero“Benvenuto. Per cominciare tira il dado”, mi fa lui, sorriso aperto e mano tesa. Insomma, difficile dire di no. L’aspetto dello stand è tutt’altro che incoraggiante: grandi cartoni a vista tagliati e ricomposti a formare dei cubicoli; incollati sopra ci sono manifesti, carte geografiche, volantini vari. Diciamo la verità, non è proprio un gran bel vedere, tutto il contrario del magico mondo del marketing.

Il dado è quello classico dei giochi in scatola, lo spazio dove tirarlo è un vecchio piano del Monopoli. Lancio il cubo e faccio due. “Sei fortunato, avevi una possibilità su sei di nascere nel nord del mondo, solo facendo due”. E mi illustra la mia dotazione di nascita, che il caso ha determinato per me: su una metà del piano ci sono l’energia che ho a disposizione (simboleggiata da un bel numero di pile AA/6 accatastate), un gran mucchio di banconote e ...

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Quanto è lontano il Burkina Faso

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2015 in migranti, immigrazione, accoglienza, Burkina Faso | lascia un commento

Dove si trova il Burkina Faso? Quanto è lontano dall’Italia? Probabilmente non ne abbiamo la minima idea; a malapena arriviamo a localizzare le nazioni più importanti dell’Africa.

Ma le radici di Marie stanno proprio lì, incastrate tra il Mali e il Niger. Primogenita di quattro fratelli e sorelle, Marie perde la madre molto piccola e, a otto anni – da sola - deve seguire il padre alla ricerca di un futuro in Italia. Ma la fortuna, per Marie, non è disposta a voltarsi con troppa facilità: il padre infatti si risposa con una connazionale che non lega affatto con la giovane figlia; ne è anzi molto gelosa. Dopo qualche anno, ancora minorenne, si fidanza con un ragazzo africano e rimane incinta; è allora che entrano in scena i servizi sociali: viene prima collocata in una comunità per mamme e bambini e poi, come tappa intermedia verso l’autonomia, al ...

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Per chi suona la campanella

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2015 in solidarietà, accoglienza, rifugiati | lascia un commento

Il suono della campanella ci sorprende qui, nel seminterrato, dove pranzavano gli studenti liceali. Ora non c’è più niente: via i tavoli e le sedie, sparito ogni altro segno della presenza di un istituto superiore.
Rimangono i muri, con le tracce delle attività didattiche impressi dalla polvere, i graffiti sulle porte dei bagni (“Paolo frocio”, diventato nel tempo un più colto “Paolo procio”) e qualche scartoffia a volteggiare in bidelleria. Gli immobili così, rimasti nudi e crudi, hanno quasi sempre qualcosa di magico e triste.

Ed è proprio la campana a sigillare quest’atmosfera surreale con la sua ottusa allegria, come se nulla fosse cambiato, come se fosse ancora urgente separare l’ora di latino da quella di matematica. E invece questo ex istituto religioso, a suo tempo intelligentemente convertito a scuola superiore, da un anno è vuoto e disabitato; una delle tante strutture di proprietà delle congregazioni religiose in ...

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Come se non ci fossi

scritto da Oliviero Motta il 06/08/2015 in volontariato, coesione, legami sociali | lascia un commento

20150618 170733Sarà la serata che alita calda dentro la stanza ingombra di vestiti e suppellettili, sarà che le operatrici conducono e animano la riunione che è un piacere; non lo so. Sento che però ci si può lasciare andare e mettersi di lato, per guardare di sguincio questo bel gruppo al lavoro alla fine di una giornata di estate inoltrata. Giovedì, non a caso, perché questa è la giornata di apertura della “Bottega delle riutilità”, la creatura più riuscita dell’associazione “La Sorgente”, composta quasi solo da donne. Dai cinquanta in su, per dare un’idea.

La bottega nasce da una costatazione molto semplice: molti di noi buttano via un sacco di roba buona, quando non sanno che farsene, è passata di moda o non è più così utile come un tempo; ed altrettanta gente fatica a spendere ogni volta che ha la necessità di procurarsi un vestito, una carrozzina, un ...

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Il caso e la necessità

scritto da Oliviero Motta il 17/07/2015 in Lavoro sociale, volontariato, rifugiati | lascia un commento

AstalliLe strade che conducono a una collocazione professionale sono spesso misteriose; non sempre, infatti, si tratta di una scelta ponderata e consapevole. Come per tutti i “mestieri”, anche nel sociale talvolta vale più l’incontro al momento giusto, la casualità, la scommessa un po’ alla cieca. Mi piace molto chiedere ai nuovi operatori di descrivere sommariamente l’itinerario, personale e originale, che li ha condotti proprio a quel particolare servizio o a quel determinato ruolo professionale. Una buona fetta di operatori ti confessa che non avrebbe mai immaginato di lavorare, per esempio, nel campo della salute mentale, o con le persone disabili.

Prendi Gerardo. Attualmente fa il custode in una struttura d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, ma fino a un paio d’anni fa si occupava di tutt’altro. Una vita qualunque, con un lavoro come tanti. A un certo punto però il lavoro lo perde e prende l’occasione per verificare ...

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