La banalità del (far star) bene

scritto da Oliviero Motta il 11/12/2015 in immigrazione, volontariato, salute | lascia un commento

StetoscopioIlario e Valeria sono come lo yin e lo yang: lui concreto, diretto e direttivo, lei materna e comprensiva. Lui col pallino dell’ordine e attento a tenere le giuste distanze dagli altri, lei che fa della relazione di cura il suo punto di forza. Quello che li accomuna è il loro impegno come volontari all’ambulatorio solidale "Oltre il diritto" di Rho e la passione con la quale affrontano il compito.

Lui è stato tra i fondatori dell’ambulatorio, dodici anni fa, quando – tra non pochi dubbi e timori - su iniziativa della Caritas cittadina ci si è posti il problema di offrire un’assistenza sanitaria a coloro che vivevano ai margini della città: principalmente cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno o persone senza fissa dimora. Non siamo in un grande centro urbano, ma già da allora, anche qui, non erano poche le persone che avevano bisogno di una tutela ...

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Doppia fortuna

scritto da Oliviero Motta il 06/11/2015 in solidarietà, rete, nuovi stili di vita, mondialità | lascia un commento

Planisfero“Benvenuto. Per cominciare tira il dado”, mi fa lui, sorriso aperto e mano tesa. Insomma, difficile dire di no. L’aspetto dello stand è tutt’altro che incoraggiante: grandi cartoni a vista tagliati e ricomposti a formare dei cubicoli; incollati sopra ci sono manifesti, carte geografiche, volantini vari. Diciamo la verità, non è proprio un gran bel vedere, tutto il contrario del magico mondo del marketing.

Il dado è quello classico dei giochi in scatola, lo spazio dove tirarlo è un vecchio piano del Monopoli. Lancio il cubo e faccio due. “Sei fortunato, avevi una possibilità su sei di nascere nel nord del mondo, solo facendo due”. E mi illustra la mia dotazione di nascita, che il caso ha determinato per me: su una metà del piano ci sono l’energia che ho a disposizione (simboleggiata da un bel numero di pile AA/6 accatastate), un gran mucchio di banconote e ...

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Quanto è lontano il Burkina Faso

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2015 in migranti, immigrazione, accoglienza, Burkina Faso | lascia un commento

Dove si trova il Burkina Faso? Quanto è lontano dall’Italia? Probabilmente non ne abbiamo la minima idea; a malapena arriviamo a localizzare le nazioni più importanti dell’Africa.

Ma le radici di Marie stanno proprio lì, incastrate tra il Mali e il Niger. Primogenita di quattro fratelli e sorelle, Marie perde la madre molto piccola e, a otto anni – da sola - deve seguire il padre alla ricerca di un futuro in Italia. Ma la fortuna, per Marie, non è disposta a voltarsi con troppa facilità: il padre infatti si risposa con una connazionale che non lega affatto con la giovane figlia; ne è anzi molto gelosa. Dopo qualche anno, ancora minorenne, si fidanza con un ragazzo africano e rimane incinta; è allora che entrano in scena i servizi sociali: viene prima collocata in una comunità per mamme e bambini e poi, come tappa intermedia verso l’autonomia, al ...

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Per chi suona la campanella

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2015 in solidarietà, accoglienza, rifugiati | lascia un commento

Il suono della campanella ci sorprende qui, nel seminterrato, dove pranzavano gli studenti liceali. Ora non c’è più niente: via i tavoli e le sedie, sparito ogni altro segno della presenza di un istituto superiore.
Rimangono i muri, con le tracce delle attività didattiche impressi dalla polvere, i graffiti sulle porte dei bagni (“Paolo frocio”, diventato nel tempo un più colto “Paolo procio”) e qualche scartoffia a volteggiare in bidelleria. Gli immobili così, rimasti nudi e crudi, hanno quasi sempre qualcosa di magico e triste.

Ed è proprio la campana a sigillare quest’atmosfera surreale con la sua ottusa allegria, come se nulla fosse cambiato, come se fosse ancora urgente separare l’ora di latino da quella di matematica. E invece questo ex istituto religioso, a suo tempo intelligentemente convertito a scuola superiore, da un anno è vuoto e disabitato; una delle tante strutture di proprietà delle congregazioni religiose in ...

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Come se non ci fossi

scritto da Oliviero Motta il 06/08/2015 in volontariato, coesione, legami sociali | lascia un commento

20150618 170733Sarà la serata che alita calda dentro la stanza ingombra di vestiti e suppellettili, sarà che le operatrici conducono e animano la riunione che è un piacere; non lo so. Sento che però ci si può lasciare andare e mettersi di lato, per guardare di sguincio questo bel gruppo al lavoro alla fine di una giornata di estate inoltrata. Giovedì, non a caso, perché questa è la giornata di apertura della “Bottega delle riutilità”, la creatura più riuscita dell’associazione “La Sorgente”, composta quasi solo da donne. Dai cinquanta in su, per dare un’idea.

La bottega nasce da una costatazione molto semplice: molti di noi buttano via un sacco di roba buona, quando non sanno che farsene, è passata di moda o non è più così utile come un tempo; ed altrettanta gente fatica a spendere ogni volta che ha la necessità di procurarsi un vestito, una carrozzina, un ...

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Il caso e la necessità

scritto da Oliviero Motta il 17/07/2015 in Lavoro sociale, volontariato, rifugiati | lascia un commento

AstalliLe strade che conducono a una collocazione professionale sono spesso misteriose; non sempre, infatti, si tratta di una scelta ponderata e consapevole. Come per tutti i “mestieri”, anche nel sociale talvolta vale più l’incontro al momento giusto, la casualità, la scommessa un po’ alla cieca. Mi piace molto chiedere ai nuovi operatori di descrivere sommariamente l’itinerario, personale e originale, che li ha condotti proprio a quel particolare servizio o a quel determinato ruolo professionale. Una buona fetta di operatori ti confessa che non avrebbe mai immaginato di lavorare, per esempio, nel campo della salute mentale, o con le persone disabili.

Prendi Gerardo. Attualmente fa il custode in una struttura d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, ma fino a un paio d’anni fa si occupava di tutt’altro. Una vita qualunque, con un lavoro come tanti. A un certo punto però il lavoro lo perde e prende l’occasione per verificare ...

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Quindici anni dentro casa

scritto da Oliviero Motta il 25/06/2015 in Salute mentale, genitori, volontari | lascia un commento

CasaCi siamo incrociati più volte in questi anni: convegni, incontri, cose così. Conosco bene l’associazione di cui fa parte, si può dire che l’abbia vista nascere e muovere i suoi primi passi: genitori di giovani pazienti psichiatrici che hanno deciso di uscire dalla solitudine e di mettersi insieme.

Una presenza attiva, talvolta scomoda, sempre presente quando c’è da ragionare sui servizi alle persone, quando si può cogliere anche la più piccola opportunità per sviluppare e migliorare le risposte ai bisogni pressanti dei propri cari. Sono nati così i laboratori di informatica, i gruppi di mutuo aiuto e i corsi per amministratori di sostegno, la band musicale, l’orto comune, il laboratorio teatrale e gli sportelli d’ascolto.

Nelle associazioni c’è sempre chi tira la carretta più di altri, leader naturali che s’incaricano di smuovere la ordinaria inerzia di chi ha già a che fare, ogni ...

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Serendipità

scritto da Oliviero Motta il 09/06/2015 in Lavoro sociale, educatore | lascia un commento

20150430 150256Quando entra e si accomoda sulla sedia qui davanti, abbiamo tutti e tre lo stesso pensiero: o il curriculum è sbagliato, o dimostra molti più anni di quelli che ha. In effetti la data di nascita è corretta e Igor dimostra decisamente più dei suoi 23 anni. Il fisico massiccio, le mani da lavoratore manuale, lo sguardo serio e diretto, quei peli dappertutto che fanno tanto… uomo dotato di clava. Stiamo cercando un operatore sociale per un progetto che, insieme alle comunità locali, promuova legami sociali e welfare di comunità.

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In ospedale con passione e intelligenza

scritto da Oliviero Motta il 25/05/2015 in integrazione, cooperazione, terzo settore, adolescenti, ospedale | lascia un commento

DownloadQualche volta la necessità di andare al di là della retorica mi si fa urgente. Retorica da terzo settore, da buona cooperazione, da lavoro di rete.

In tali casi, può bastare scostarsi un po’ dalla propria routine, e soprattutto dedicare del tempo all’ascolto vero, concentrato, senza tecnologia tra i piedi. E allora ti può capitare d’incontrare Rosaria e Marina, al secolo dottoresse, e il loro progetto “sperimentale“ all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo: “Famiglie e adolescenti in ospedale”.  Due parole possono bastare per descrivere il loro lavoro: passione e intelligenza. Perché è proprio con passione e intelligenza che hanno costruito un servizio unico nel suo genere, dedicato ai ragazzi  tra i 12 ai 22 anni che ripetutamente accedono al Pronto soccorso con somatizzazioni (cefalee, dolori addominali…), ansia e attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare o condotte autolesive (abuso occasionale di alcool o droghe, scarificazioni, ripetuti incidenti, ripetute ...

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Expo e libertà

scritto da Oliviero Motta il 07/05/2015 in Carcere, expo | lascia un commento

ImagesPuoi pensarla come vuoi, sull’Expo; ma alla fine la parola “libertà” torna sempre. Libertà di muoversi o libertà di fare affari; viaggio, incontro, scambio, reciprocità, economia. Tutto, tranne che star fermi.

E infatti, vista da qui vicino, l’esposizione universale che fa le sue prove di apertura appare un grande lunapark, progettato apposta per attirare i nostri sguardi, e i nostri passi; le luci dell’Albero della vita che ci ammiccano ipnotiche, prima azzurrine e poi rosso fuoco, fanno tanto natale, quasi cineseria.

Ma la destinazione di oggi non è l’Expo; ci aspetta squadrata e grigia, proprio alle nostre spalle: il carcere di Bollate. Basta voltarsi, lasciare il parcheggio e imboccare la portineria per intraprendere il classico percorso dell’accesso a un penitenziario: documenti, pass, attesa, polizia penitenziaria, attesa, cancelli da oltrepassare in sequenza, corridoi e ancora attesa. Un carcere rimane un carcere, anche se si ...

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