Archive for tag: profughi

In letargo

scritto da Oliviero Motta il 17/11/2016 in profughi, accoglienza, ospitalità | lascia un commento

Casa ChiesaLa mia guida sta brancolando nel buio più pesto. Non è per niente rassicurante. Nessuna luce, niente punti di riferimento,  i cellulari abbandonati poco prudentemente nelle borse.

Pochi passi strascicati e poi il rumore attutito dell’impatto del piede con i gradini. “Ah, ecco, ci siamo”. Per mia fortuna sono solo cinque, poi il battente si apre in una luce soffusa, assai più confortante. In un amen, è il caso di dirlo, siamo passati dal piccolo e malconcio appartamento del piano terra a una sagrestia antica, ammobiliata come dio comanda, con gli armadi in noce fino al soffitto. Nell’aria c’è come una strana sospensione, rafforzata dall’antica insegna che campeggia sulla porta: “Silentium”. Sembra di avvertire le risatine sommesse di schiere di chierichetti che qui si sono cambiati d’abito, sotto l’occhio vigile di quell’imperativo, e dei preti di turno. Nella lunga navata le sedie sono in un ordine silente ...

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Super Sprar

scritto da Oliviero Motta il 27/07/2016 in profughi, accoglienza | lascia un commento

Arteterapia2017Possono passare quindici anni senza che quasi nessuno si occupi di te. Sì, insomma, nessuna richiesta per un’intervista, solo fugaci e periferiche comparse sulla stampa locale per qualche iniziativa altrettanto locale e puntuale. Poi, un giorno, si fa vivo un videomaker disponibile a produrre gratuitamente un video sull’esperienza che stai conducendo.

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Voltare pagina

scritto da Oliviero Motta il 25/05/2016 in profughi, accoglienza, cooperazione, sprar | lascia un commento

Magenta Oli

Si avvicina l’estate e l’accoglienza dei profughi nel nostro Paese, si sta facendo - se possibile - più caotica e paradossale che mai. Come se l’emergenza fosse una categoria mentale, entrata a forza nei nostri cervelli, prima ancora di essere una realtà dei fatti. Prefetti che ti promettono mari e monti pur di ottenere la disponibilità di una tua struttura d’accoglienza e poi ti lasciano senza la minima tutela appena un amministratore locale ti mette i bastoni fra le ruote, profughi ai quali viene riconosciuta una protezione giuridica e subito dopo vengono messi fuori dai centri di accoglienza straordinaria (Cas), senza una prospettiva di lavoro e casa; sindaci a cui vengono imposte, da un giorno all’altro, tendopoli da trecento ospiti. Sovraffollamento dei Cas (promossi dalle Prefetture) e, contestualmente, posti vuoti nel Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gestito dal Ministero degli Interni; esclusioni dai ...

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Nel frullatore dell'"emergenza profughi", tra rancore e volontariato

scritto da Oliviero Motta il 21/07/2014 in profughi, accoglienza, cooperazione, volontariato, politiche | lascia un commento

Magenta ProfughiHanno tutti ragione, almeno a metà. O quasi tutti. C’è chi ci dice che siamo matti, perché ci assumiamo noi tutti i rischi – anche quelli degli altri - e c’è chi ci etichetta come succubi delle istituzioni, pronti a correre appena fischiano; ci sono quelli che manifestano ai cancelli perché non ci sono i soldi per gli esodati - ma per i profughi sì -  e quelli del “non mi piace più” sulla nostra pagina facebook. Ma, allo stesso tempo, sperimentiamo la vicinanza di quelli che donano le lenzuola, che si offrono come medici volontari, che si apprestano a iniziare i corsi d’italiano.

Siamo al centro del frullatore, avviato solo dieci giorni fa con una telefonata di Caritas, a sua volta chiamata all’appello dalla Prefettura: quarantotto ore per riaprire una struttura chiusa da anni, comporre un’equipe di educatori e custodi, preparare l’accoglienza di cento giovani profughi. Che ...

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Quelle suore antiche che accolgono le famiglie siriane in cerca di futuro

scritto da Oliviero Motta il 27/06/2014 in profughi, solidarietà, accoglienza | lascia un commento

SurayaApri bene gli occhi e le orecchie. C’è uno stridore nell’aria, se ti concentri lo puoi percepire. E’ come un sovrapporsi di tempi e luoghi che non potrebbero, in teoria, coesistere. Ma nei fatti sono contemporanei. Da un lato la giovane donna araba, con il lungo abito nero e il velo bianco in testa, che ti accoglie con un accenno di sorriso; dall’altro i corridoi larghi e alti e le vetrate di un tipico istituto di metà ottocento, abitato e animato da religiose. Il silenzio evocato dai grandi saloni, la baraonda di ragazzini che rincorre il pallone giù in cortile. Ti aspetti di incrociare la timidezza e la solitudine di Oliver Twist e invece ti viene incontro un idioma sconosciuto del medio oriente.

 Oggi, in questo imponente istituto di suore si apre una casa per accogliere le famiglie scappate dalle tribolazioni e dai pericoli della guerra civile siriana. ...

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