Lo zero non è pressoché mai un numero simpatico. “Essere uno zero”, ad esempio, o “stare a zero”, sono espressioni di svalutazione, qualche volta di puro sconforto, di presa d’atto di un forte limite. La stessa cifra acquista invece un significato molto positivo quando ci si trova ad armeggiare con il “numero zero” di un giornale, o di un periodico.  Si tratta allora di assaporare un inizio, l’avvio di un percorso tutto da costruire e da vivere. Potremmo usare le parole di Niccolò Fabi: “Chiudi gli occhi/immagina una gioia/molto probabilmente/penseresti a una partenza. Ah si vivesse solo di inizi/di eccitazioni da prima volta/quando tutto ti sorprende e/nulla ti appartiene ancora”. E infatti eccoci qui, attorno al classico tavolo redazionale, a cercare di dar vita e contenuti a un nuovo (piccolo) giornale che cerchi di raccontare in giro alcune buone notizie, frutto del lavoro sociale di educatori e volontari sul territorio. La ...