Archive for tag: autoaiuto

Zero

scritto da Oliviero Motta il 01/02/2017 in Fragilità, autoaiuto, gruppo, donne | lascia un commento

Lo zero non è pressoché mai un numero simpatico. “Essere uno zero”, ad esempio, o “stare a zero”, sono espressioni di svalutazione, qualche volta di puro sconforto, di presa d’atto di un forte limite. La stessa cifra acquista invece un significato molto positivo quando ci si trova ad armeggiare con il “numero zero” di un giornale, o di un periodico.  Si tratta allora di assaporare un inizio, l’avvio di un percorso tutto da costruire e da vivere. Potremmo usare le parole di Niccolò Fabi: “Chiudi gli occhi/immagina una gioia/molto probabilmente/penseresti a una partenza. Ah si vivesse solo di inizi/di eccitazioni da prima volta/quando tutto ti sorprende e/nulla ti appartiene ancora”. E infatti eccoci qui, attorno al classico tavolo redazionale, a cercare di dar vita e contenuti a un nuovo (piccolo) giornale che cerchi di raccontare in giro alcune buone notizie, frutto del lavoro sociale di educatori e volontari sul territorio. La ...

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Se vuoi che qualcosa cambi, cercati un gruppo

scritto da Oliviero Motta il 17/04/2014 in solidarietà, disoccupato, autoaiuto | lascia un commento

E’ come se ti si accendesse una lampadina nella testa. Sei lì, in cerchio con gli altri, e le parole che ascolti si mettono in fila l’una dietro l’altra, così familiari e consuete, trascinandoti nel flashback. Sta parlando Aldo, descrive la situazione di pericolo che ha sperimentato quando ha attraversato la “fase buia” della perdita del lavoro: i primi segni di depressione, il lasciarsi andare – il “divanizzarsi”, appunto - i tempi che saltano, gli impegni e i doveri che non sono più avvertiti come tali. Il rotolare lento e disordinato di una vita senza più capo né coda. Messa sul pericolante margine che separa il senso dal non senso. (A questo proposito, mi viene in mente il riferimento alla “Metamorfosi” di Kafka che Massimo Cirri fa nel suo bel libro “Il tempo senza lavoro”). Ma ciò che mi impressiona è quello che segue: Aldo parla della paura di ricascarci, ...

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Se stai a casa ti divanizzi

scritto da Oliviero Motta il 09/04/2014 in lavoro, autoaiuto, gruppo | lascia un commento

Gatto2Rimango sempre piacevolmente colpito e stupito dalla potenza di un gruppo di auto mutuo aiuto. In particolare mi incanta spesso l’apparente disparità tra lo strumento e gli obiettivi che può raggiungere. In fondo, che ci vuole? Ci si trova in cerchio, si parla delle proprie esperienze, si passa del tempo insieme e poi si torna a casa. Un po’ banale, se vogliamo; e infatti il cinema ne fa spesso e volentieri delle caricature divertenti: “Ciaaao, sono tal dei tali e sono un ex alcolista” , “Ciaaao tal dei tali, benvenuto”.

Ma questa essenzialità di tecnica e processo conduce molto spesso a cambiamenti reali, fornendo ai partecipanti una serie di strumenti e competenze per affrontare le proprie vite e i propri problemi.

Stamattina sono qui, seduto in cerchio con Carmen, Anna, Gianni, Franz, Alessio, Andrea, Alice e Enzo. In comune hanno la perdita del  lavoro: una ...

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