Archive for tag: accoglienza

Reciprocità

scritto da Oliviero Motta il 18/01/2017 in accoglienza, rifugiati | lascia un commento

Magenta ProfughiAvverto con profonda ambivalenza i tentativi di far apparire in una buona luce i rifugiati e i richiedenti asilo. La scorsa estate, ad esempio, sono state molte le occasioni nelle quali si è cercato di mostrare che anch’essi sono in grado di pulire spiagge e strade, cucinare per i piccoli scout, donare il loro pocket-money ai terremotati, approntare spazi per la protezione civile attivata nei paesi colpiti dal sisma. Tutte cose buone, molto buone. Occasioni per far sperimentare l’umanità di queste persone anche a chi non ha l’opportunità di entrare in contatto e in relazione diretta con loro.

Capisco molto bene che questo tipo di comunicazione sia necessario in un Paese nel quale il pregiudizio si alimenta di luoghi comuni, di bufale e leggende metropolitane fatte viaggiare ad arte col passaparola, reale o sui social network. Eppure avverto un fastidio strisciante ogni volta che facciamo questo tipo ...

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In letargo

scritto da Oliviero Motta il 17/11/2016 in profughi, accoglienza, ospitalità | lascia un commento

Casa ChiesaLa mia guida sta brancolando nel buio più pesto. Non è per niente rassicurante. Nessuna luce, niente punti di riferimento,  i cellulari abbandonati poco prudentemente nelle borse.

Pochi passi strascicati e poi il rumore attutito dell’impatto del piede con i gradini. “Ah, ecco, ci siamo”. Per mia fortuna sono solo cinque, poi il battente si apre in una luce soffusa, assai più confortante. In un amen, è il caso di dirlo, siamo passati dal piccolo e malconcio appartamento del piano terra a una sagrestia antica, ammobiliata come dio comanda, con gli armadi in noce fino al soffitto. Nell’aria c’è come una strana sospensione, rafforzata dall’antica insegna che campeggia sulla porta: “Silentium”. Sembra di avvertire le risatine sommesse di schiere di chierichetti che qui si sono cambiati d’abito, sotto l’occhio vigile di quell’imperativo, e dei preti di turno. Nella lunga navata le sedie sono in un ordine silente ...

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Casa dolce casa

scritto da Oliviero Motta il 27/10/2016 in accoglienza, volontariato, rifugiati | lascia un commento

Più della metà delle famiglie nell’area metropolitana milanese è composta da single. Naturalmente dentro questa categoria c’è un po’ di tutto: l’anziano solo, l’uomo o la donna separati, gli eterni fidanzati che “ciascuno a casa propria, che si sta meglio”.  Dorina e Raffaele appartenevano a questa maggioranza, fino a poco tempo fa. Ormai decisamente più che trentenni, me li immagino condurre una vita tranquilla: ciascuno con la propria casetta, il mutuo da rimborsare, un lavoro che dà da vivere, una buona rete di rapporti sociali sviluppata nei piccoli centri della bassa. Due vite come tante altre, che a un certo punto si incontrano e si uniscono: le prime frequentazioni, poi un legame più impegnativo, fino a maturare la decisione di andare ad abitare insieme. Mi immagino anche le dinamiche del grande interrogativo, “andiamo a vivere da me o da te?”, sciolto da qualche variabile molto concreta che avrà inciso più di ...

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Super Sprar

scritto da Oliviero Motta il 27/07/2016 in profughi, accoglienza | lascia un commento

Arteterapia2017Possono passare quindici anni senza che quasi nessuno si occupi di te. Sì, insomma, nessuna richiesta per un’intervista, solo fugaci e periferiche comparse sulla stampa locale per qualche iniziativa altrettanto locale e puntuale. Poi, un giorno, si fa vivo un videomaker disponibile a produrre gratuitamente un video sull’esperienza che stai conducendo.

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Piccola lezione di idraulica

scritto da Oliviero Motta il 05/07/2016 in marginalità, solidarietà, accoglienza, famiglie | lascia un commento

SanmartinoSan Martino spunta ovunque. Letteralmente. E’ il santo patrono della parrocchia e della piccola città, a lui è intitolata la piazza principale e una Fiera che si svolge da quel dì: "Ivi si fa fiera il giorno di San Martino di ogni sorta de merci et robba cibaria ogni anno”, recita una fonte del 1680.

E infatti eccolo anche qui, in un bellissimo e vasto bassorilievo in cotto, proprio sopra quella che una volta era la porta d’accesso dell’antica cascina. Oggi le trasformazioni urbanistiche hanno relegato quest’opera d’arte sul retro del fabbricato e in macchina non ci puoi arrivare; è una visione riservata a chi, a piedi, riprende la strada vicinale sterrata. Giri l’angolo e ti sovrasta la classica iconografia: il santo soldato a cavallo, con la spada sguainata che pare travolgere il povero mendicante steso per terra. E invece l’arma serve a tagliare a metà il ...

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Voltare pagina

scritto da Oliviero Motta il 25/05/2016 in profughi, accoglienza, cooperazione, sprar | lascia un commento

Magenta Oli

Si avvicina l’estate e l’accoglienza dei profughi nel nostro Paese, si sta facendo - se possibile - più caotica e paradossale che mai. Come se l’emergenza fosse una categoria mentale, entrata a forza nei nostri cervelli, prima ancora di essere una realtà dei fatti. Prefetti che ti promettono mari e monti pur di ottenere la disponibilità di una tua struttura d’accoglienza e poi ti lasciano senza la minima tutela appena un amministratore locale ti mette i bastoni fra le ruote, profughi ai quali viene riconosciuta una protezione giuridica e subito dopo vengono messi fuori dai centri di accoglienza straordinaria (Cas), senza una prospettiva di lavoro e casa; sindaci a cui vengono imposte, da un giorno all’altro, tendopoli da trecento ospiti. Sovraffollamento dei Cas (promossi dalle Prefetture) e, contestualmente, posti vuoti nel Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gestito dal Ministero degli Interni; esclusioni dai ...

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Sotto ipnosi

scritto da Oliviero Motta il 13/04/2016 in immigrazione, accoglienza, volontariato | lascia un commento

Magenta ProfughiIl giorno dopo, ripensandoci a mente fredda, mi saltano in testa un sacco di domande. Ma la più insistente riguarda il professor Ambrosini: ma quanto ci si deve sentire frustrati a ripetere questa conferenza a destra e a manca, toccando con mano - ogni volta - quanto siamo manipolati? Già, perché ieri il prof, che insegna sociologia dei processi migratori all’università, ha cercato di passare sinteticamente in rassegna i luoghi comuni sull’immigrazione, mettendoli a confronto con le evidenze statistiche. Ha utilizzato la leggerezza che gli è abituale, ripetendo ad ogni slide un mantra del tipo “al bar sport credono che…, ma i fatti reali sono questi”.

Il quadro emerso é nitido: al bar sport credono che l’immigrazione in Italia sia in aumento drammatico, che abbia nella richiesta d’asilo il motore principale, che gli immigrati vengano principalmente da Africa e Medio oriente e che siano in maggioranza maschi ...

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Movimento lento

scritto da Oliviero Motta il 01/03/2016 in accoglienza, volontariato, rifugiati, chiese | lascia un commento

In queste settimane sto girando parecchio, per chiese e parrocchie lombarde. Sto infatti collaborando all’organizzazione dell’accoglienza diffusa per i profughi. Un’esperienza interessante che mi dà modo d’incontrare persone e realtà positive: a mio parere una delle facce migliori della Chiesa italiana. Sacerdoti, volontari della Caritas, gruppi, famiglie singole che si stanno organizzando per realizzare un’accoglienza motivata e intelligente. Si tratta di un movimento che si è attivato sull’onda dell’appello del Papa e poi dell’episcopato locale; un cammino abbastanza lento, almeno all’inizio, quando è sembrato concreto il rischio che gli inviti “dall’alto” andassero disertati. Poi, invece, si è preso un buon ritmo e la disponibilità a mettere a disposizione appartamenti e case è cresciuta in maniera sensibile e significativa. Il passo rimane abbastanza rallentato, ma non sorprende che sia così; non è facile né immediato passare da una disponibilità generica a un intervento organizzato ed efficace: bisogna trovare case adeguate, recuperare le ...

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Quanto è lontano il Burkina Faso

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2015 in migranti, immigrazione, accoglienza, Burkina Faso | lascia un commento

Dove si trova il Burkina Faso? Quanto è lontano dall’Italia? Probabilmente non ne abbiamo la minima idea; a malapena arriviamo a localizzare le nazioni più importanti dell’Africa.

Ma le radici di Marie stanno proprio lì, incastrate tra il Mali e il Niger. Primogenita di quattro fratelli e sorelle, Marie perde la madre molto piccola e, a otto anni – da sola - deve seguire il padre alla ricerca di un futuro in Italia. Ma la fortuna, per Marie, non è disposta a voltarsi con troppa facilità: il padre infatti si risposa con una connazionale che non lega affatto con la giovane figlia; ne è anzi molto gelosa. Dopo qualche anno, ancora minorenne, si fidanza con un ragazzo africano e rimane incinta; è allora che entrano in scena i servizi sociali: viene prima collocata in una comunità per mamme e bambini e poi, come tappa intermedia verso l’autonomia, al ...

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Per chi suona la campanella

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2015 in solidarietà, accoglienza, rifugiati | lascia un commento

Il suono della campanella ci sorprende qui, nel seminterrato, dove pranzavano gli studenti liceali. Ora non c’è più niente: via i tavoli e le sedie, sparito ogni altro segno della presenza di un istituto superiore.
Rimangono i muri, con le tracce delle attività didattiche impressi dalla polvere, i graffiti sulle porte dei bagni (“Paolo frocio”, diventato nel tempo un più colto “Paolo procio”) e qualche scartoffia a volteggiare in bidelleria. Gli immobili così, rimasti nudi e crudi, hanno quasi sempre qualcosa di magico e triste.

Ed è proprio la campana a sigillare quest’atmosfera surreale con la sua ottusa allegria, come se nulla fosse cambiato, come se fosse ancora urgente separare l’ora di latino da quella di matematica. E invece questo ex istituto religioso, a suo tempo intelligentemente convertito a scuola superiore, da un anno è vuoto e disabitato; una delle tante strutture di proprietà delle congregazioni religiose in ...

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