Archive for tag: Lavoro sociale

Effetto bancomat

scritto da Oliviero Motta il 10/05/2016 in Welfare, Lavoro sociale, povertà | lascia un commento

BancomatSul punto sono tutti d’accordo, attorno a questo grande tavolo: talvolta, diciamo non raramente, si sentono trattati come dei bancomat. Macchine, insomma, che sono in grado di dare la risposta desiderata se solo possiedi una tessera magnetica e sai digitare i numeri giusti sulla tastiera. Tutto qui. E non deve essere una gran bella sensazione. Altro che professionalità, colloqui motivazionali, valutazioni multidisciplinari; quando si è sul fronte del contrasto alla povertà, si rischia di essere relegati al ruolo di emettitori “automatici” di banconote.  

In attesa di una vera riforma del welfare che limiti la tendenza a monetizzare anziché fornire servizi, aspettando che finalmente anche il nostro Paese realizzi concretamente uno strumento nazionale e universale di lotta alla povertà, ecco che l’innovazione possibile dei servizi sociali passa ancora da qui: dagli assistenti sociali dei Comuni. Figure spesso svalutate e poco considerate, ma che rimangono il fulcro delle politiche ...

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Nuove voci

scritto da Oliviero Motta il 31/03/2016 in Welfare, Lavoro sociale, Fragilità | lascia un commento

20150327 122811In sintesi il ragionamento è questo: ci sono in giro molte famiglie vulnerabili; persone che prima della crisi avevano un’adeguata capacità di far fronte ai propri bisogni, ma che in questi ultimi anni hanno inciampato in qualcosa che ha cominciato a metterne in crisi l’equilibrio: la perdita del lavoro di uno dei componenti, l’aggravamento dei carichi familiari, problemi di salute, la separazione. L’esperienza ci dice che poche di queste persone sono arrivate a chiedere aiuto ai servizi sociali, bloccate da un lato dal pudore e, dall’altro, dai meccanismi con i quali funzionano i servizi tradizionali. Molte persone non vogliono riconoscere di aver bisogno di una mano, ma altrettante non hanno una rete di relazioni – parentali, amicali, di vicinato – in grado di aiutarli anche solo in termini di ascolto e di orientamento nella ricerca di risposte.

Quindi, si conclude la prima parte del ragionamento, isolamento e ...

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Il caso e la necessità

scritto da Oliviero Motta il 17/07/2015 in Lavoro sociale, volontariato, rifugiati | lascia un commento

AstalliLe strade che conducono a una collocazione professionale sono spesso misteriose; non sempre, infatti, si tratta di una scelta ponderata e consapevole. Come per tutti i “mestieri”, anche nel sociale talvolta vale più l’incontro al momento giusto, la casualità, la scommessa un po’ alla cieca. Mi piace molto chiedere ai nuovi operatori di descrivere sommariamente l’itinerario, personale e originale, che li ha condotti proprio a quel particolare servizio o a quel determinato ruolo professionale. Una buona fetta di operatori ti confessa che non avrebbe mai immaginato di lavorare, per esempio, nel campo della salute mentale, o con le persone disabili.

Prendi Gerardo. Attualmente fa il custode in una struttura d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, ma fino a un paio d’anni fa si occupava di tutt’altro. Una vita qualunque, con un lavoro come tanti. A un certo punto però il lavoro lo perde e prende l’occasione per verificare ...

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Serendipità

scritto da Oliviero Motta il 09/06/2015 in Lavoro sociale, educatore | lascia un commento

20150430 150256Quando entra e si accomoda sulla sedia qui davanti, abbiamo tutti e tre lo stesso pensiero: o il curriculum è sbagliato, o dimostra molti più anni di quelli che ha. In effetti la data di nascita è corretta e Igor dimostra decisamente più dei suoi 23 anni. Il fisico massiccio, le mani da lavoratore manuale, lo sguardo serio e diretto, quei peli dappertutto che fanno tanto… uomo dotato di clava. Stiamo cercando un operatore sociale per un progetto che, insieme alle comunità locali, promuova legami sociali e welfare di comunità.

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Dare a Cesare

scritto da Oliviero Motta il 16/02/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale, volontariato | lascia un commento

Sedere in una cabina di regia ha sempre il suo perché; l’espressione è seconda solo alla famigerata “stanza dei bottoni”, ma in questo caso l’immagine dei pulsanti da pigiare è sostituita dalla visione di una fila di schermi dai quali si dovrebbe acquisire un sacco d’informazioni diverse, per tenere sotto controllo, coordinare, tracciare strategie. Naturalmente in questa cabina di regia de noantri non c’è niente di tecnologico: si tratta solo di un gruppo di persone che fa riferimento al multiforme mondo che va sotto il nome di Caritas: volontari, educatori, operatori sociali, coordinatori. Tutti in cerchio, oggi, per cercare di capire come si può lavorare meglio insieme e come innovare la mensa “Aggiungi un posto a tavola” e il rifugio notturno per senza fissa dimora aperto per la stagione invernale. I servizi per la povera gente e per coloro che stanno ai margini della città sono partiti ormai quindici anni fa, ...

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Customer oriented

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale | lascia un commento

Torno SubitoL’avevo visto prima della pausa pasquale, l’anno scorso, e mi aveva colpito per la sua secchezza. Poi mi si è parato davanti all’inizio d’agosto e ci avevo fatto su qualche riflessione: ma perché deve essere così scarno? così freddo, senza un saluto?

Anche questa volta, all’inizio delle recenti feste natalizie, non ho potuto fare a meno di fermarmi proprio lì davanti e interrogarmi su cosa circoli nella testa di chi lo scrive e lo attacca alla porta. E’ il cartello tramite il quale un’associazione che si occupa di distribuire beni alimentari e vestiti ai poveri comunica la sua chiusura temporanea: per Pasqua, per le ferie d’agosto, appunto, o per Natale.

“Riapriremo il 7 gennaio”.

Ma porca miseria, ammettiamo pure che augurare buone vacanze a chi con tutta probabilità non vede il mare o le montagne da qualche anno, possa risultare di pessimo ...

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Nella macchina del tempo

scritto da Oliviero Motta il 12/12/2013 in Lavoro sociale, Fragilità, Salute mentale | lascia un commento

Hai presente quando si accende la macchina del tempo? Penso sia capitato anche a te di ritrovarti all’improvviso in una situazione già vissuta e di avere la netta impressione di essere stato trasportato indietro di qualche anno. Non è deja vù, è piuttosto il repentino riaprirsi di una stagione già sperimentata, con una scala di colori particolare e sensazioni circoscritte e ricollegabili a quel periodo lì e non a un altro. Ecco: questa è una di quelle volte. La signora parla e io mi sento letteralmente catapultato nel mio ruolo di amministratore locale, dismesso ormai più di sei anni fa; avverto la stessa sensazione di essere colto alla sprovvista, la medesima urgenza di trovare la postura giusta, dibattendomi tra tensioni diverse, qualche volta opposte: ruolo, ascolto, risposta, fuga, responsabilità, colpa. L’imboscata questa volta non avviene per strada o in Comune, accade invece qui, nel giardino dei cedri – quasi casa - ...

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Ho smesso da 57 giorni

scritto da Oliviero Motta il 20/11/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Dipendenze | 1 commento

25092013398Ho smesso da cinquantasette giorni, ma non può arrivare il tramonto senza un pensiero. Almeno un pensiero. A dirla tutta, di solito avviene al mattino presto; seduto a fianco di Eleonora ancora mezzo addormentata, dopo aver predisposto Nutella e latte con cacao, alzo gli occhi all’orologio:  quasi sempre le sette e mezza. L’orario della discesa per la colazione, anche in comunità.

L’abitudine è spesso una nostra avversaria, ma altrettanto sovente è lo strumento attraverso cui passano i pensieri buoni e si rafforzano i legami.  O è la distanza che rinsalda l’affetto? In ogni caso, il pensiero corre alla scala d’acciaio, alla sala col tavolo a ferro di cavallo, al gusto delle marmellate.

Sono cinquantasette giorni che non vado in comunità e non è ancora scemata quella che Bruno chiama, prendendomi in giro, la “mistica della comunità”. Anzi, se possibile, avviene oggi quello che non succedeva ...

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Quando aiuto qualcuno, sento la mia forza

scritto da Oliviero Motta il 30/10/2013 in Lavoro sociale, Valori | lascia un commento

Qualche giorno fa, alla ricerca di una citazione di Carlo Maria Martini, ho trovato questa frase, che mi ha molto colpito. Si trova nel libro “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, come risposta a una precisa domanda di Georg Sporschill: “Il singolo non è forse impotente di fronte alla miseria e all’ingiustizia di questo mondo?”. Ecco le parole del cardinale: “Quando seguo una catastrofe solo in televisione o sul giornale, mi sento sopraffatto e impotente. Quando invece aiuto qualcuno, sento la mia forza. Stare a guardare deprime, aiutare sorprende con l’esperienza di poter salvare una vita, contare sull’aiuto e sulla potenza di Dio. Il primo compito delle istituzioni sociali e di beneficenza è consentire a tutti gli uomini di buona volontà, e in primo luogo ai giovani, di accedere a persone e a situazioni in cui possono rendersi utili. Costruire tali ponti è un’arte che le professioni sociali moderne possono sviluppare ulteriormente. Tutti ...

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Quello che produce l'incontro

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Disabilità, Esclusione sociale | lascia un commento

Conoscevo tutti tranne lui; gli altri li avevo già incontrati a fine luglio, nella nostra ultima riunione prima delle vacanze: per lo più fratelli e sorelle degli ospiti della comunità per persone con disabilità. Un bel gruppo, con la voglia di darsi da fare per i “ragazzi”, di sostenere quella che è ormai da molti anni la “casa” dei loro cari. Anche lui si rivelerà nel giro di una mezz’oretta una di quelle persone che se la cacciano sul serio per gli altri; uno che non si è trovato qui per legami familiari, ma che ha scelto di prestarsi come amministratore di sostegno di una persona fragile – appunto uno degli ospiti della comunità – con la passione e la competenza che sono necessari: poca voglia di farsi prendere in giro, conoscenza puntuale delle leggi e della giurisprudenza, fortezza e pacatezza. Una persona lucida, ben piantata nella realtà dei bisogni semplici ...

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