Archive for tag: Fragilità

Ai box

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2016 in Fragilità, anziani | lascia un commento

BoxIl corsello dei box, soprattutto nei complessi di grandi dimensioni, può diventare il luogo più significativo dei ritmi e delle dinamiche della vita condominiale. E’ la terra di nessuno nella quale inevitabilmente il nostro privato lampeggia e si affaccia su quello degli altri; in cui talvolta maturano furiosi litigi per parcheggi abusivi o per attività non consentite dal regolamento. Ma al contempo, è la terra di mezzo in cui scopriamo con stupore, all’esordio della bella stagione, quanto siano cresciuti i figli dei vicini; e può essere il luogo dell’incontro, se solo ci concediamo qualche minuto in più. Proprio come stasera, quando dalla porta dirimpetto alla mia spuntano Gilberto e Ada.

Gilberto la sorregge e la fa accomodare su una sedia pieghevole che ha già appoggiato al muro accanto al box. Poi la lega con una cintura di sicurezza di sua invenzione. In questo gesto c’è un po’ ...

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Nuove voci

scritto da Oliviero Motta il 31/03/2016 in Welfare, Lavoro sociale, Fragilità | lascia un commento

20150327 122811In sintesi il ragionamento è questo: ci sono in giro molte famiglie vulnerabili; persone che prima della crisi avevano un’adeguata capacità di far fronte ai propri bisogni, ma che in questi ultimi anni hanno inciampato in qualcosa che ha cominciato a metterne in crisi l’equilibrio: la perdita del lavoro di uno dei componenti, l’aggravamento dei carichi familiari, problemi di salute, la separazione. L’esperienza ci dice che poche di queste persone sono arrivate a chiedere aiuto ai servizi sociali, bloccate da un lato dal pudore e, dall’altro, dai meccanismi con i quali funzionano i servizi tradizionali. Molte persone non vogliono riconoscere di aver bisogno di una mano, ma altrettante non hanno una rete di relazioni – parentali, amicali, di vicinato – in grado di aiutarli anche solo in termini di ascolto e di orientamento nella ricerca di risposte.

Quindi, si conclude la prima parte del ragionamento, isolamento e ...

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Nella macchina del tempo

scritto da Oliviero Motta il 12/12/2013 in Lavoro sociale, Fragilità, Salute mentale | lascia un commento

Hai presente quando si accende la macchina del tempo? Penso sia capitato anche a te di ritrovarti all’improvviso in una situazione già vissuta e di avere la netta impressione di essere stato trasportato indietro di qualche anno. Non è deja vù, è piuttosto il repentino riaprirsi di una stagione già sperimentata, con una scala di colori particolare e sensazioni circoscritte e ricollegabili a quel periodo lì e non a un altro. Ecco: questa è una di quelle volte. La signora parla e io mi sento letteralmente catapultato nel mio ruolo di amministratore locale, dismesso ormai più di sei anni fa; avverto la stessa sensazione di essere colto alla sprovvista, la medesima urgenza di trovare la postura giusta, dibattendomi tra tensioni diverse, qualche volta opposte: ruolo, ascolto, risposta, fuga, responsabilità, colpa. L’imboscata questa volta non avviene per strada o in Comune, accade invece qui, nel giardino dei cedri – quasi casa - ...

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Chiacchierando sotto i cedri, di preti e di stazioni

scritto da Oliviero Motta il 10/11/2013 in Fragilità, Esclusione sociale, marginalità | lascia un commento

EmfreddoCi sono incontri di cui non ricordi il punto preciso. E se ci ripensi solo poche ore dopo, la dinamica si è già smarrita nella nebbia. Dissolta. Come diavolo è cominciato? Chi ha guardato chi, per primo? Chi ha detto cosa? Sai solo che ci si è incrociati e si è iniziato a parlare, così, come se ci si conoscesse da un sacco di tempo. Li chiamano bottoni, e per forza di cose devono stare attaccati. Capita, a volte, in questo bel giardino sovrastato dai cedri del Libano: stai entrando o uscendo, sovrappensiero o intento a cercare le chiavi, e ti trovi in una storia che non è - che non sembra essere - la tua.

Non so il suo nome, non ci siamo presentati, ma gli occhi celesti sono come di mia madre e i capelli radi e bianchi di mio padre; persino l’accento mi è suonato ...

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Il sogno nel cassetto

scritto da Oliviero Motta il 29/09/2013 in Comunità, Fragilità, Dipendenze | 1 commento

xTiro il cassetto e lui è lì dentro, che mi guarda. E’ una foto naturalmente, incorniciata da un bel legno scuro e un filo d’oro a dare risalto all’immagine. L’effetto sorpresa è stato tosto; cercavo infatti la chiave dell’armadio delle sigarette, ma ho sbagliato cassetto; ed è saltato fuori Sergio, immortalato accanto a Tommaso. Un’uscita a tradimento, che ha messo in moto tutta una serie di immagini: una pellicola bella e dolorosa. Non solo per me, visto che la fotografia non è più appesa al muro, ma è finita nel buio del comò della stanza operatori.

Il ritratto di Sergio e Tommaso è opera della nostra amica volontaria Manuela; una bella fotografia, che a me fa venire in mente il ritratto di coppia (più il gatto) pubblicato sul retro di “Radici”. A sinistra ci sono loro due in piena luce, a destra s’intravvede, nella penombra di una porta-finestra, ...

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E quest'uomo chi è?

scritto da Olivero Motta il 16/06/2013 in Comunità, Fragilità, Dipendenze | lascia un commento

Mi è già capitato un bel po’ di volte nelle ultime settimane, ma per una frazione di secondo il mio cervello si chiede – ogni volta – chi diavolo sia quell’uomo.  Mi sorprende la mattina presto, alla finestra dall’altra parte del cortile; compulsa il suo cellulare, sigaretta in mano, completo d’ordinanza e cravatta blu. In comunità non siamo abituati a questo look così formale e quindi le sinapsi reagiscono d’istinto: “ma questo qui, chi diavolo è?”. Dura un battito di ciglia, poi, pur nei vapori del sonno appena svanito, lo riconosco: “Ah, già. E’ Samuele”. 

Più o meno la stessa scena si ripete alla sera dopo le otto, quando Samuele riporta il suo ciuffo e la sua faccia stanca in comunità, dopo un giorno passato a fissare appuntamenti e a rincorrere clienti. Anche in questi casi il vestito scuro e la cravatta mi traggono ...
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Al tempo dei BES

scritto da Olivero Motta il 31/05/2013 in Fragilità, Minori, Educare | 2 commenti

Gli ingredienti di oggi sono: il salone di una bella villa patrizia messa a disposizione dal Comune, un gruppo di quindici insegnanti di scuola media, un cane  e i BES. Ma cosa sono i Bes? Per capirlo dobbiamo innanzitutto considerare la passione insana delle istituzioni per le sigle. Gli acronimi, infatti, fanno gruppo e selezionano allo stesso tempo: chi è dentro comprende a volo, chi è fuori dal giro rischia di non capirci un’acca. Il linguaggio si trasforma in sleng professionale, a tal punto che il neofita deve impiegare tempo ed energie per cercare di farsi largo in un ginepraio di lettere puntate, nomignoli e siglette. Il linguaggio degli addetti ai lavori del welfare è pieno di queste sigle: CDD, PEI, NOA, SERT, CPS, UONPIA e così via; anche la scuola non scherza tra POF, ATA, CTRH e DOS. Quando questi due mondi si compenetrano, il rischio è l’apoteosi delle abbreviazioni ...
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Tra servizi e tutela

scritto da Olivero Motta il 18/05/2013 in Welfare, Lavoro sociale, Fragilità, Disabilità, Cittadinanza attiva | lascia un commento


Non ho mai sentito il nome del paese: Maiolati Spontini. Immaginarsi la frazione di Moie. Ma non conoscevo, fino a qualche giorno fa, nemmeno il nome dell’associazione; uno come tanti, semplice, al limite dell’anonimato: Gruppo Solidarietà. Anche la storia dell’ente è la fotocopia di tante altre vicende d’impegno volontario nei confronti delle persone portatrici di disabilità. Il Gruppo, infatti, prende avvio nell'estate del 1979, quando una manciata di giovani Unitalsi della Vallesina, in provincia di Ancona, organizza una vacanza per alcuni disabili ricoverati in un grande  Istituto della Regione. L'incontro con situazioni di sofferenza e di emarginazione apre gli occhi su un mondo fino allora sconosciuto e porta il Gruppo (in embrione) ad intensificare i rapporti con le persone cui aveva offerto ospitalità in estate. Inizia un periodo coinvolgente ed intenso, che si concretizza con l'organizzazione di sempre più frequenti momenti di incontro: il tempo libero, i sabati, l’animazione, ...
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What if

scritto da Olivero Motta il 13/04/2013 in Fragilità, Dipendenze | 1 commento


Pare che in America stia spopolando, essendo divenuto un vero e proprio genere. Si tratta del “What if” – Cosa sarebbe successo se.  Se Hitler avesse vinto la guerra, se Colombo non avesse scoperto l’America e così via. Letteratura, cinema e serie televisive scatenate in questo gioco dell’immaginazione e della re-impaginazione della storia. Ma “Repubblica” affianca alla notizia un bel commento di Umberto Galimberti che ci trascina a riflettere sulla  nostre vicende personali e sulla tentazione di lasciarci andare – anche noi -  al “cosa se”: “Li chiamiamo rimpianti ma le scelte sbagliate sono la nostra vera vita.”

Scrive Galimberti: “Non abbiamo tra le mani tutte le scelte possibili, ma solo quella scelta compatibile con la nostra identità. Per questo siamo riconoscibili e gli altri si fidano di noi, perché, dopo averci conosciuto, si aspettano da noi una serie ...
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Ognuno al proprio posto

scritto da Olivero Motta il 18/01/2013 in Welfare, Servizi sociali, Fragilità, Disabilità | 2 commenti


Sotto la pioggia battente si vedono gli stop eccitati, e poi le quattro frecce. Anche da questa distanza, nell’andirivieni del tergicristallo, lo riconosco al volo: le strisce verdi e nere non possono mentire, e nemmeno i loghi bucolici impressi dietro: grappoli, margherite indaco, quadrifogli…E’ una delle tante tappe mattutine di un servizio nascosto, praticamente impercettibile se non ci fai caso. Ma se riconosci i furgoni, allora ti rendi conto che la mattina fin verso le dieci e il pomeriggio dopo le tre è come un gran formicaio di veicoli che vanno e vengono, che fanno la spola in andata e ritorno. Se si avesse uno schermo su cui seguire la traccia lasciata da ciascuno dei furgoni, apparirebbe ogni giorno la mappa sociale del territorio, o almeno di una sua parte significativa: le abitazioni delle persone con disabilità e i servizi a loro dedicati, collegati, appunto, dalla ragnatela del trasporto ...
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