Archive for tag: Esclusione sociale

Borderline

scritto da Oliviero Motta il 26/08/2016 in Esclusione sociale, marginalità, Senza dimora | lascia un commento

Images5wamgkmgAnche questa mattina è al suo posto, sulle panchine nella grande hall del supermercato. Di solito scruta tutti i clienti in arrivo, con lo sguardo indolente di una guardia giurata; ma la scorsa notte la pioggia deve aver fatto troppo rumore. E allora adesso dorme, sereno, con la testa reclinata sulla mano destra. Come se fosse a casa propria.

E in effetti è un po’ la sua casa, questo superstore: Sergio infatti passa qui quasi tutta la sua giornata, il primo a entrare e l’ultimo ad andarsene. Impossibile non notarlo.

La vita di Sergio ha un sapore cinematografico e sfuma nella leggenda: pare che fino a una quindicina di anni fa avesse un lavoro da caposquadra in una ditta che produce gomma da masticare, aveva anche una fidanzata e un futuro. Poi, qualche giorno prima delle nozze, fu lasciato e da quel momento decise ...

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Tra sogno e realtà, una pasta e fagioli per chi dorme per strada

scritto da Oliviero Motta il 27/10/2014 in Esclusione sociale, povertà, solidarietà | lascia un commento

Pasta E FagioliMeno male che non è un sogno, perché altrimenti la Smorfia napoletana non ci lascerebbe scampo. Il codice partenopeo, come si sa, attribuisce un numero e un significato preciso a ogni dettaglio che riusciamo a ricordare dopo la sveglia. E allora: fagioli (numero 7) vuol dire “pettegolezzo spiacevole”; mangiar fagioli (numero 2), “dispute e disaccordi”; consumare un pasto in compagnia (numero 80), “liti con i vicini”. Che cosa direbbe la Smorfia di questa pasta e fagioli mangiata assieme ad altre 250 persone? Cosa ci aspetterebbe il giorno dopo?

E invece eccoci qui, come ogni ottobre, in attesa di entrare nella mensa che una volta era “dei poveri” e che oggi si chiama “Un posto a tavola”; la sostanza, al di là dei nomi, non è cambiata di molto, visto che il grande locale rosa antico continua ad ospitare persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con ...

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Dare a Cesare

scritto da Oliviero Motta il 16/02/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale, volontariato | lascia un commento

Sedere in una cabina di regia ha sempre il suo perché; l’espressione è seconda solo alla famigerata “stanza dei bottoni”, ma in questo caso l’immagine dei pulsanti da pigiare è sostituita dalla visione di una fila di schermi dai quali si dovrebbe acquisire un sacco d’informazioni diverse, per tenere sotto controllo, coordinare, tracciare strategie. Naturalmente in questa cabina di regia de noantri non c’è niente di tecnologico: si tratta solo di un gruppo di persone che fa riferimento al multiforme mondo che va sotto il nome di Caritas: volontari, educatori, operatori sociali, coordinatori. Tutti in cerchio, oggi, per cercare di capire come si può lavorare meglio insieme e come innovare la mensa “Aggiungi un posto a tavola” e il rifugio notturno per senza fissa dimora aperto per la stagione invernale. I servizi per la povera gente e per coloro che stanno ai margini della città sono partiti ormai quindici anni fa, ...

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Customer oriented

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2014 in Lavoro sociale, Esclusione sociale | lascia un commento

Torno SubitoL’avevo visto prima della pausa pasquale, l’anno scorso, e mi aveva colpito per la sua secchezza. Poi mi si è parato davanti all’inizio d’agosto e ci avevo fatto su qualche riflessione: ma perché deve essere così scarno? così freddo, senza un saluto?

Anche questa volta, all’inizio delle recenti feste natalizie, non ho potuto fare a meno di fermarmi proprio lì davanti e interrogarmi su cosa circoli nella testa di chi lo scrive e lo attacca alla porta. E’ il cartello tramite il quale un’associazione che si occupa di distribuire beni alimentari e vestiti ai poveri comunica la sua chiusura temporanea: per Pasqua, per le ferie d’agosto, appunto, o per Natale.

“Riapriremo il 7 gennaio”.

Ma porca miseria, ammettiamo pure che augurare buone vacanze a chi con tutta probabilità non vede il mare o le montagne da qualche anno, possa risultare di pessimo ...

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Chiacchierando sotto i cedri, di preti e di stazioni

scritto da Oliviero Motta il 10/11/2013 in Fragilità, Esclusione sociale, marginalità | lascia un commento

EmfreddoCi sono incontri di cui non ricordi il punto preciso. E se ci ripensi solo poche ore dopo, la dinamica si è già smarrita nella nebbia. Dissolta. Come diavolo è cominciato? Chi ha guardato chi, per primo? Chi ha detto cosa? Sai solo che ci si è incrociati e si è iniziato a parlare, così, come se ci si conoscesse da un sacco di tempo. Li chiamano bottoni, e per forza di cose devono stare attaccati. Capita, a volte, in questo bel giardino sovrastato dai cedri del Libano: stai entrando o uscendo, sovrappensiero o intento a cercare le chiavi, e ti trovi in una storia che non è - che non sembra essere - la tua.

Non so il suo nome, non ci siamo presentati, ma gli occhi celesti sono come di mia madre e i capelli radi e bianchi di mio padre; persino l’accento mi è suonato ...

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Quello che produce l'incontro

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Disabilità, Esclusione sociale | lascia un commento

Conoscevo tutti tranne lui; gli altri li avevo già incontrati a fine luglio, nella nostra ultima riunione prima delle vacanze: per lo più fratelli e sorelle degli ospiti della comunità per persone con disabilità. Un bel gruppo, con la voglia di darsi da fare per i “ragazzi”, di sostenere quella che è ormai da molti anni la “casa” dei loro cari. Anche lui si rivelerà nel giro di una mezz’oretta una di quelle persone che se la cacciano sul serio per gli altri; uno che non si è trovato qui per legami familiari, ma che ha scelto di prestarsi come amministratore di sostegno di una persona fragile – appunto uno degli ospiti della comunità – con la passione e la competenza che sono necessari: poca voglia di farsi prendere in giro, conoscenza puntuale delle leggi e della giurisprudenza, fortezza e pacatezza. Una persona lucida, ben piantata nella realtà dei bisogni semplici ...

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Segnali stradali

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2013 in Esclusione sociale, marginalità | lascia un commento

Le lettere arancioni del pannello luminoso mi hanno messo in guardia. Raramente ti danno il via libera: nel deserto agostano, o in orari notturni e antelucani. Ma le vacanze sono già un ricordo e infatti, anche l’altro ieri mattina, mi sono apprestato al curvone sapendo che ci sarebbero state “code a tratti” da lì a Milano; una doppia curva a forma di esse che è diventata ormai il tratto di strada delle domande: quanto traffico troverò veramente? Quanto ci metterò ad arrivare? Il pendolare conosce bene le cento sfumature che possono assumere  - nella realtà – le parole “code a tratti”: ha passato più di qualche giorno della sua vita a interrogarsi sulla differenza tra questa espressione e l’altra, altrettante usuale, di “rallentamenti”. E quante volte, dopo l’una o l’altra delle scritte luminose, ha incontrato – a caso – la paralisi più totale o solo qualche intermittente frenata del lento gruppone ...

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Pan de mej

scritto da Olivero Motta il 16/03/2013 in Comunità, Dipendenze, Educare, Esclusione sociale | 2 commenti


Manca un quarto alle sette e il parco comincia a buttar su un’umidità che ha tutta l’intenzione di infilarsi sotto il pile. Ciò nonostante, nel prato adattato a campo di calcetto, i maschi della comunità persistono nella sfida a chi rimane senza fiato dietro il pallone, correndo più di un rischio ortopedia. Per qualche secondo Invidio il coraggio dei tanti quarant'anni-e-non-sentirli che formano la squadra dei “vecchi” contro quella dei pivelli. Ma proprio lì accanto, nella luce declinante del crepuscolo, le finestre accese di giallo del laboratorio sono come una promessa di caldo, di casa. Seguo d’istinto la promessa e non rimango deluso: dentro, mi viene incontro il fiato arido e profumato del forno appena spento. Sui tavoli le torte novelle al cacao e i cerchi dorati del pan de mej.

Tra i piani di lavoro trovo ancora Giorgia, intenta a sistemare ...
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I margini al centro

scritto da Olivero Motta il 03/03/2013 in Minori, Educare, Esclusione sociale, Multiculturalità | lascia un commento


“Mettiamo i margini al centro”, è il claim della cooperativa sociale nella quale trascorro gran parte del mio tempo lavorativo. E’ uno slogan come tanti, in fondo; con qualche concessione – nella facilità del gioco di parole – al marketing e alla pubblicità. Ma ci sono giorni, e ci sono posti, in cui hai la precisa sensazione che le parole facili siano comunque in grado di segnalare la realtà; e questa corrispondenza tra parole e fatti è forse uno dei motivi per cui si fa questo lavoro. E dunque sono qui, in cerchio, con questo gruppo di giovani professioniste (ancora una volta, tutte donne) che si occupano dei corsi d’italiano L2 nelle scuole del mio territorio.

I corsi L2 sono rivolti in prima istanza a risolvere i problemi linguistici che gli studenti d’origine straniera, in particolare quelli appena giunti in ...
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