Archive for tag: Comunità

Posare la pietra

scritto da Oliviero Motta il 13/06/2016 in Comunità, Dipendenze, Facebook, social, tolleranza | lascia un commento

FacebookMi piace utilizzare i social network per seguire, da lontano, il cammino di molte persone che ho conosciuto come “utenti” della comunità terapeutica. E’ bello vedere quanto siano ormai distanti dagli individui che erano un tempo, oppressi da alcol e/o tossico-dipendenze; tornano fuori interessi personali, passioni, impegni professionali. Fioriscono nuove amicizie e nuovi amori. Facebook, da questo punto di vista, è micidiale: basta una foto con il nuovo compagno (o compagna) di vita e ti ritrovi a pensare a quanto lungo e difficile sia stato il lavorio che ciascuno ha dovuto fare su di sé. Nel giro di pochi secondi puoi rivederti davanti agli occhi il “film” girato in comunità: gli alti e i bassi, le resistenze, i traguardi, le relazioni profonde che la coabitazione – e la condivisione – riescono a generare.

Naturalmente i social non riflettono solo i nostri aspetti migliori, spesso danno la stura ...

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Neanche cent'anni in tre

scritto da Oliviero Motta il 15/02/2016 in Comunità, Salute mentale, educatore, psichiatria, Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari | lascia un commento

PsicoLavinia, Samuele e Jolanda sono giovani. In tre non so se facciano cent’anni. Ma fanno un lavoro tosto: educatori in una comunità psichiatrica ad alta protezione. Fuori dal linguaggio socio-sanitario, significa una struttura di accoglienza per persone che hanno seri problemi di salute mentale e restrizioni imposte dal giudice per essere stati dichiarati socialmente pericolosi.

Alcuni pazienti vengono direttamente dagli Ospedali psichiatrici giudiziari in via di dismissione. Quando chiedo loro che cosa dicano gli amici del loro impegno professionale qua dentro, rilasciano un sorriso venato da una punta di amarezza: “Cosa vuoi, in linea di massima non capiscono, hanno paura; c’è curiosità, ma tanti pregiudizi.”

Le pre-comprensioni e le perplessità dei conoscenti sono solo una delle sfide che Jolanda, Samuele e Lavinia devono affrontare ogni giorno, certo non la più ostica. Perché lavorare in una comunità come questa richiede grande impegno: ognuno dei “pazienti” ha ...

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Una nuova comunità psichiatrica nel nome di Alda Merini: non è forse cultura?

scritto da Oliviero Motta il 29/07/2014 in Comunità, psichiatria, cultura | lascia un commento

Merini MammaChiedo a Barbara se questa è la prima comunità intitolata a sua madre. “A me risulta di sì, però sai, ovviamente non ci fanno sapere proprio tutto; di sicuro ci sono tante vie, piazze, biblioteche, sale pubbliche”. “Certo – faccio io – probabilmente saranno tutte iniziative e servizi di tipo culturale”. Barbara mi guarda un po’ di traverso e poi: “perché, tutto questo non è forse cultura?”. Touchè.

Certo che lo è, una comunità psichiatrica ad alta protezione che apre è un momento di grande cultura, anche se siamo “solo” un centinaio di persone qui, a rallegrarcene e a festeggiare. Ci viene in soccorso la definizione della Treccani: “Cultura - complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico”. E una comunità per la salute mentale è ...

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Costruire

scritto da Oliviero Motta il 12/03/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Costruire ImmagineClicco su Youtube e digito. Costruire.

Anche questa mattina, mentre penso agli ospiti della comunità, e alla loro giornata lassù, metto come sottofondo la canzone di Niccolò Fabi.

Non  mi viene in mente migliore colonna sonora, perchè ci sono le parole giuste, tutti gli ingredienti della vicenda di un tossicodipendente, o un alcoldipendente, che decide di darci un taglio e sceglie di tentare la svolta. (Relativamente) facile decidere, facilissimo immaginare il traguardo, tremendamente difficile tutto quello che sta nel mezzo.

L’eccitazione da prima volta, la desiderata perfezione del nuovo sè – ma anche la perfetta beatitudine di certe serate sotto l’effetto delle sostanze - l’ultimo bicchiere, l’attesa e il compimento, il giorno dopo giorno.

Rimani qui, perchè ti stringo le mani.

Parole chiave per chi fa quel percorso; forse parole chiave per tutti quelli che intendono ...

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The constant gardener

scritto da Oliviero Motta il 29/01/2014 in Comunità, Dipendenze | 1 commento

Images (1)La festa di lunedì sera sarà doppia, perché anche Giacomo è arrivato al termine del suo percorso in comunità. Insieme a Giorgia, darà terra e radici al suo albero nel “Campo dei miracoli”, dove fanno bella mostra di sé gli arbusti di tutti gli ospiti che hanno completato il proprio itinerario terapeutico; piante da frutto originali, scelte dagli educatori in base a una caratteristica della persona in questione:  il melograno, il pero nano, il caco ragno e così via. Mi chiedo quale sarà la caratteristica che determinerà la scelta della pianta di Giacomo, quella che prenderà il suo posto in comunità, a donare ciclicamente e simbolicamente i suoi frutti ai futuri ospiti.

Se potessi scegliere, indicherei la costanza, la tenacia. Perché Giacomo, in fondo, è the constant gardener di Villa Paradiso. Il giardiniere tenace del romanzo di le Carrè, che non molla, non appare, non spicca per qualche ...

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Abbracci

scritto da Oliviero Motta il 22/01/2014 in Comunità, Dipendenze | lascia un commento

FotogiusiHo ancora il vizio di sottrarre questi piccoli segni e di conservarli. Sono reliquie raccolte qua e là e che hanno un senso solo per me: foglietti, ritagli, paccottiglia varia. Alcuni risalgono a quando ho iniziato il mio ventennale impegno nel terzo settore; possono passare anche degli anni, ma prima o poi vado a riguardarmeli, come un vecchio che rivanga il passato e si perde pateticamente in ciò che è stato. Ogni volta mi dico che dovrei fare pulizia, riconquistare quello spazio sottratto all’utile quotidiano, ma il sugo che ne ricavo è così saporito che puntualmente richiudo i faldoni e arrivederci alla prossima occasionale botta di nostalgia.

Sono dettagli, come quello che sono andato a riprendere oggi, per prepararmi alla festa di Giorgia, che tra dodici giorni esatti conclude il suo percorso in comunità. Si tratta di un foglio A4 che ho lasciato nell’agenda 2013, archiviata maniacalmente con ...

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Peggio della galera

scritto da Oliviero Motta il 22/12/2013 in Comunità, Dipendenze, Carcere | lascia un commento

GaleraIl dopocena è disteso e tranquillo. Si chiacchiera sciolti, mentre le ragazze sono già di là, catturate dal pallone di pallavolo, e le nostre mogli qui accanto. Non so come, siamo finiti per parlare di comunità. Francesco è curioso e mi fa parecchie domande sulle abitudini e sulle procedure che caratterizzano la vita in una struttura terapeutica per persone con problemi di dipendenza. Un invito a nozze. Gli racconto di come si entra, del distacco dall’ambiente di vita e dai familiari, gli illustro la giornata tipo e le attività; il gruppo degli ospiti e le tante regole a cui si sottopone la vita in comune, il ritmo quotidiano battuto dalle azioni rituali e dai passaggi codificati del percorso di cambiamento.

Mentre parlo avverto la sua voglia di conoscere e di sapere, ma al contempo la sua resistenza; qua e là fa capolino anche la sua repulsione, sento il ...

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Ho smesso da 57 giorni

scritto da Oliviero Motta il 20/11/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Dipendenze | 1 commento

25092013398Ho smesso da cinquantasette giorni, ma non può arrivare il tramonto senza un pensiero. Almeno un pensiero. A dirla tutta, di solito avviene al mattino presto; seduto a fianco di Eleonora ancora mezzo addormentata, dopo aver predisposto Nutella e latte con cacao, alzo gli occhi all’orologio:  quasi sempre le sette e mezza. L’orario della discesa per la colazione, anche in comunità.

L’abitudine è spesso una nostra avversaria, ma altrettanto sovente è lo strumento attraverso cui passano i pensieri buoni e si rafforzano i legami.  O è la distanza che rinsalda l’affetto? In ogni caso, il pensiero corre alla scala d’acciaio, alla sala col tavolo a ferro di cavallo, al gusto delle marmellate.

Sono cinquantasette giorni che non vado in comunità e non è ancora scemata quella che Bruno chiama, prendendomi in giro, la “mistica della comunità”. Anzi, se possibile, avviene oggi quello che non succedeva ...

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Quello che produce l'incontro

scritto da Oliviero Motta il 20/10/2013 in Lavoro sociale, Comunità, Disabilità, Esclusione sociale | lascia un commento

Conoscevo tutti tranne lui; gli altri li avevo già incontrati a fine luglio, nella nostra ultima riunione prima delle vacanze: per lo più fratelli e sorelle degli ospiti della comunità per persone con disabilità. Un bel gruppo, con la voglia di darsi da fare per i “ragazzi”, di sostenere quella che è ormai da molti anni la “casa” dei loro cari. Anche lui si rivelerà nel giro di una mezz’oretta una di quelle persone che se la cacciano sul serio per gli altri; uno che non si è trovato qui per legami familiari, ma che ha scelto di prestarsi come amministratore di sostegno di una persona fragile – appunto uno degli ospiti della comunità – con la passione e la competenza che sono necessari: poca voglia di farsi prendere in giro, conoscenza puntuale delle leggi e della giurisprudenza, fortezza e pacatezza. Una persona lucida, ben piantata nella realtà dei bisogni semplici ...

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Il sogno nel cassetto

scritto da Oliviero Motta il 29/09/2013 in Comunità, Fragilità, Dipendenze | 1 commento

xTiro il cassetto e lui è lì dentro, che mi guarda. E’ una foto naturalmente, incorniciata da un bel legno scuro e un filo d’oro a dare risalto all’immagine. L’effetto sorpresa è stato tosto; cercavo infatti la chiave dell’armadio delle sigarette, ma ho sbagliato cassetto; ed è saltato fuori Sergio, immortalato accanto a Tommaso. Un’uscita a tradimento, che ha messo in moto tutta una serie di immagini: una pellicola bella e dolorosa. Non solo per me, visto che la fotografia non è più appesa al muro, ma è finita nel buio del comò della stanza operatori.

Il ritratto di Sergio e Tommaso è opera della nostra amica volontaria Manuela; una bella fotografia, che a me fa venire in mente il ritratto di coppia (più il gatto) pubblicato sul retro di “Radici”. A sinistra ci sono loro due in piena luce, a destra s’intravvede, nella penombra di una porta-finestra, ...

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