Super Sprar

scritto da Oliviero Motta il 27/07/2016 in profughi, accoglienza | lascia un commento

Arteterapia2017Possono passare quindici anni senza che quasi nessuno si occupi di te. Sì, insomma, nessuna richiesta per un’intervista, solo fugaci e periferiche comparse sulla stampa locale per qualche iniziativa altrettanto locale e puntuale. Poi, un giorno, si fa vivo un videomaker disponibile a produrre gratuitamente un video sull’esperienza che stai conducendo.

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Piccola lezione di idraulica

scritto da Oliviero Motta il 05/07/2016 in marginalità, solidarietà, accoglienza, famiglie | lascia un commento

SanmartinoSan Martino spunta ovunque. Letteralmente. E’ il santo patrono della parrocchia e della piccola città, a lui è intitolata la piazza principale e una Fiera che si svolge da quel dì: "Ivi si fa fiera il giorno di San Martino di ogni sorta de merci et robba cibaria ogni anno”, recita una fonte del 1680.

E infatti eccolo anche qui, in un bellissimo e vasto bassorilievo in cotto, proprio sopra quella che una volta era la porta d’accesso dell’antica cascina. Oggi le trasformazioni urbanistiche hanno relegato quest’opera d’arte sul retro del fabbricato e in macchina non ci puoi arrivare; è una visione riservata a chi, a piedi, riprende la strada vicinale sterrata. Giri l’angolo e ti sovrasta la classica iconografia: il santo soldato a cavallo, con la spada sguainata che pare travolgere il povero mendicante steso per terra. E invece l’arma serve a tagliare a metà il ...

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Posare la pietra

scritto da Oliviero Motta il 13/06/2016 in Comunità, Dipendenze, Facebook, social, tolleranza | lascia un commento

FacebookMi piace utilizzare i social network per seguire, da lontano, il cammino di molte persone che ho conosciuto come “utenti” della comunità terapeutica. E’ bello vedere quanto siano ormai distanti dagli individui che erano un tempo, oppressi da alcol e/o tossico-dipendenze; tornano fuori interessi personali, passioni, impegni professionali. Fioriscono nuove amicizie e nuovi amori. Facebook, da questo punto di vista, è micidiale: basta una foto con il nuovo compagno (o compagna) di vita e ti ritrovi a pensare a quanto lungo e difficile sia stato il lavorio che ciascuno ha dovuto fare su di sé. Nel giro di pochi secondi puoi rivederti davanti agli occhi il “film” girato in comunità: gli alti e i bassi, le resistenze, i traguardi, le relazioni profonde che la coabitazione – e la condivisione – riescono a generare.

Naturalmente i social non riflettono solo i nostri aspetti migliori, spesso danno la stura ...

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Voltare pagina

scritto da Oliviero Motta il 25/05/2016 in profughi, accoglienza, cooperazione, sprar | lascia un commento

Magenta Oli

Si avvicina l’estate e l’accoglienza dei profughi nel nostro Paese, si sta facendo - se possibile - più caotica e paradossale che mai. Come se l’emergenza fosse una categoria mentale, entrata a forza nei nostri cervelli, prima ancora di essere una realtà dei fatti. Prefetti che ti promettono mari e monti pur di ottenere la disponibilità di una tua struttura d’accoglienza e poi ti lasciano senza la minima tutela appena un amministratore locale ti mette i bastoni fra le ruote, profughi ai quali viene riconosciuta una protezione giuridica e subito dopo vengono messi fuori dai centri di accoglienza straordinaria (Cas), senza una prospettiva di lavoro e casa; sindaci a cui vengono imposte, da un giorno all’altro, tendopoli da trecento ospiti. Sovraffollamento dei Cas (promossi dalle Prefetture) e, contestualmente, posti vuoti nel Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gestito dal Ministero degli Interni; esclusioni dai ...

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Effetto bancomat

scritto da Oliviero Motta il 10/05/2016 in Welfare, Lavoro sociale, povertà | lascia un commento

BancomatSul punto sono tutti d’accordo, attorno a questo grande tavolo: talvolta, diciamo non raramente, si sentono trattati come dei bancomat. Macchine, insomma, che sono in grado di dare la risposta desiderata se solo possiedi una tessera magnetica e sai digitare i numeri giusti sulla tastiera. Tutto qui. E non deve essere una gran bella sensazione. Altro che professionalità, colloqui motivazionali, valutazioni multidisciplinari; quando si è sul fronte del contrasto alla povertà, si rischia di essere relegati al ruolo di emettitori “automatici” di banconote.  

In attesa di una vera riforma del welfare che limiti la tendenza a monetizzare anziché fornire servizi, aspettando che finalmente anche il nostro Paese realizzi concretamente uno strumento nazionale e universale di lotta alla povertà, ecco che l’innovazione possibile dei servizi sociali passa ancora da qui: dagli assistenti sociali dei Comuni. Figure spesso svalutate e poco considerate, ma che rimangono il fulcro delle politiche ...

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Dopo mille curriculum

scritto da Oliviero Motta il 26/04/2016 in Welfare, lavoro, disoccupato, gruppo | lascia un commento

Raro, ma può accadere. Sono qui, seduto in semicerchio con i rappresentanti delle associazioni e dei gruppi locali che periodicamente si ritrovano attorno a iniziative concrete in favore dei propri concittadini. C’è un po’ di tutto: l’università della terza età e la Caritas, l’associazione dei genitori delle scuole  e i volontari che accompagnano gratuitamente gli anziani e i malati nei luoghi di cura, la cooperative che gestisce un centro diurno per persone con disabilità. Il clima è disteso e si sta facendo il punto di alcune iniziative avviate insieme da qualche mese: un percorso per persone che hanno perso il lavoro, i gruppi di parola per bambini e ragazzi di coppie separate, una ricerca sui bisogni delle persone anziane che vivono sole nella propria casa. Non si tratta di iniziative di singole realtà associative, ma di progetti concepiti e costruiti proprio dentro questa rete in un orizzonte comunitario più diffuso, nel ...

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Sotto ipnosi

scritto da Oliviero Motta il 13/04/2016 in immigrazione, accoglienza, volontariato | lascia un commento

Magenta ProfughiIl giorno dopo, ripensandoci a mente fredda, mi saltano in testa un sacco di domande. Ma la più insistente riguarda il professor Ambrosini: ma quanto ci si deve sentire frustrati a ripetere questa conferenza a destra e a manca, toccando con mano - ogni volta - quanto siamo manipolati? Già, perché ieri il prof, che insegna sociologia dei processi migratori all’università, ha cercato di passare sinteticamente in rassegna i luoghi comuni sull’immigrazione, mettendoli a confronto con le evidenze statistiche. Ha utilizzato la leggerezza che gli è abituale, ripetendo ad ogni slide un mantra del tipo “al bar sport credono che…, ma i fatti reali sono questi”.

Il quadro emerso é nitido: al bar sport credono che l’immigrazione in Italia sia in aumento drammatico, che abbia nella richiesta d’asilo il motore principale, che gli immigrati vengano principalmente da Africa e Medio oriente e che siano in maggioranza maschi ...

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Nuove voci

scritto da Oliviero Motta il 31/03/2016 in Welfare, Lavoro sociale, Fragilità | lascia un commento

20150327 122811In sintesi il ragionamento è questo: ci sono in giro molte famiglie vulnerabili; persone che prima della crisi avevano un’adeguata capacità di far fronte ai propri bisogni, ma che in questi ultimi anni hanno inciampato in qualcosa che ha cominciato a metterne in crisi l’equilibrio: la perdita del lavoro di uno dei componenti, l’aggravamento dei carichi familiari, problemi di salute, la separazione. L’esperienza ci dice che poche di queste persone sono arrivate a chiedere aiuto ai servizi sociali, bloccate da un lato dal pudore e, dall’altro, dai meccanismi con i quali funzionano i servizi tradizionali. Molte persone non vogliono riconoscere di aver bisogno di una mano, ma altrettante non hanno una rete di relazioni – parentali, amicali, di vicinato – in grado di aiutarli anche solo in termini di ascolto e di orientamento nella ricerca di risposte.

Quindi, si conclude la prima parte del ragionamento, isolamento e ...

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Movimento lento

scritto da Oliviero Motta il 01/03/2016 in accoglienza, volontariato, rifugiati, chiese | lascia un commento

In queste settimane sto girando parecchio, per chiese e parrocchie lombarde. Sto infatti collaborando all’organizzazione dell’accoglienza diffusa per i profughi. Un’esperienza interessante che mi dà modo d’incontrare persone e realtà positive: a mio parere una delle facce migliori della Chiesa italiana. Sacerdoti, volontari della Caritas, gruppi, famiglie singole che si stanno organizzando per realizzare un’accoglienza motivata e intelligente. Si tratta di un movimento che si è attivato sull’onda dell’appello del Papa e poi dell’episcopato locale; un cammino abbastanza lento, almeno all’inizio, quando è sembrato concreto il rischio che gli inviti “dall’alto” andassero disertati. Poi, invece, si è preso un buon ritmo e la disponibilità a mettere a disposizione appartamenti e case è cresciuta in maniera sensibile e significativa. Il passo rimane abbastanza rallentato, ma non sorprende che sia così; non è facile né immediato passare da una disponibilità generica a un intervento organizzato ed efficace: bisogna trovare case adeguate, recuperare le ...

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Neanche cent'anni in tre

scritto da Oliviero Motta il 15/02/2016 in Comunità, Salute mentale, educatore, psichiatria, Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari | lascia un commento

PsicoLavinia, Samuele e Jolanda sono giovani. In tre non so se facciano cent’anni. Ma fanno un lavoro tosto: educatori in una comunità psichiatrica ad alta protezione. Fuori dal linguaggio socio-sanitario, significa una struttura di accoglienza per persone che hanno seri problemi di salute mentale e restrizioni imposte dal giudice per essere stati dichiarati socialmente pericolosi.

Alcuni pazienti vengono direttamente dagli Ospedali psichiatrici giudiziari in via di dismissione. Quando chiedo loro che cosa dicano gli amici del loro impegno professionale qua dentro, rilasciano un sorriso venato da una punta di amarezza: “Cosa vuoi, in linea di massima non capiscono, hanno paura; c’è curiosità, ma tanti pregiudizi.”

Le pre-comprensioni e le perplessità dei conoscenti sono solo una delle sfide che Jolanda, Samuele e Lavinia devono affrontare ogni giorno, certo non la più ostica. Perché lavorare in una comunità come questa richiede grande impegno: ognuno dei “pazienti” ha ...

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